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Il mio patrigno mi ha mangiato nel cespuglio dello zoo.

Pubblicato: 16/12/2020 21:00

Autore: tricia

Categoria: Incesto

A quel tempo mia madre decise di frequentare alcuni seminari di infermieristica nella città di São Carlos, poiché mio patrigno ed io eravamo in vacanza andammo tutti insieme a trascorrere il fine settimana lì. Il giorno dopo il viaggio noi tre assistiamo a alcune conferenze aperte al pubblico e nel pomeriggio mia madre faceva qualcosa di più specifico nella sua zona, in cui mio patrigno ed io decidemmo di conoscere la città.
Abbiamo scoperto che c'era uno zoo vicino all'università, ci siamo passeggiati, abbiamo scattato qualche foto e in un certo angolo isolato il mio patrigno Márcio mi ha chiamato chiedendomi se non volevo conoscere un posto fuori dall'area dei visitatori, solo un piccolo cancello separava lo zoo da una regione di cerrado con un sacco di cespugli.
Non riuscivo nemmeno a dire niente quando ho notato che guardava se non c'era nessuno intorno e che saltava il piccolo cancello, anche se avevo paura che andassi per un sentiero, io come ragazza di città ero già nervosa per la comparsa di qualche insetto, per peggiorare le zanzare mi stavano uccidendo le gambe con tante punture, mi dispiaceva persino di essere uscita in pantaloncini quel giorno.
Abbiamo camminato per qualche minuto e siamo arrivati in un luogo più aperto, in lontananza potevamo vedere alcuni edifici del college, Márcio è tornato e ha preso un altro sentiero dove c'era più cespuglio, dopo una passeggiata si è avvicinato a me e mi ha abbracciato, ha mormorato:
- Ainn, cosa stai facendo? E se qualcuno si fa vivo?
Chi si fa vedere in un posto come questo?
Non lo so.
- E' sul sentiero davanti dove e' aperto, non c'e' nessuno qui!
Mi trascinò più a fondo nel cespuglio e si appoggiò ad un albero, la paura che qualcuno apparisse accanto all'ansia di trovarsi in un posto come quello mi stava dando diverse sensazioni diverse, tutte apprensive, guardavo in un modo e nell'altro mentre passava le mani attraverso il mio corpo e baciava il mio collo.
Márcio ha iniziato a baciarmi la bocca, mi ha afferrato il culo e mi stringeva forte contro quell'albero, sapevo che non c'era modo di sfuggire a quel pervertito, mi sono arreso e gli ho permesso di continuare con la sua follia, la mano ovunque, quella lingua che invade la mia bocca, l'ansia di essere in quel posto, che mi stava dando un'enorme erezione.
Ainnn, pazzo, stai cercando di farmi impazzire?
Ha messo la mano sui miei pantaloncini, ha strofinato le dita sulla mia zona dello sbadiglio e ha detto:
- Rilassati, non viene nessuno!
Se mi volevi cosi' tanto, perche' non mi hai portato in un motel?
Ricorderesti di piu' di un motel o di un posto come questo?
- Certo, da un posto come questo, in mezzo al bosco...
- Non sei mai andato a letto?
Solo un pervertito trascina una ragazza nel bosco in quel modo!
Allora sono un pervertito!
Capisco, se arriva qualcuno, penseranno che tu stia cercando di stuprarmi.
- Lo è se non lo vuoi.
Ho messo la mano sui tuoi pantaloni per sentire quel volume, e ho stretto e gemito:
- E pensi che io lo sappia?
Marcio mi stringeva il culo e mi sussurrò all'orecchio:
La stronza non sceglie quando vuole, io la do ovunque!
Wow, l'ho scosso parlando in quel modo, ma ho detto, "Oh, mio Dio.
E chi dice che sono la tua puttana?
Le pieghe di quel culo che ho fatto esplodere due settimane fa!
Attento a come mi parli, cane!
- E' tutto a posto.
Ho gia' un'erezione.
- No, mi piace!
Marcio tirò fuori il suo cazzo, poi sollevò la mia piccola giacca esponendo i miei seni, guardò dall'altra parte in un'ultima preoccupazione e mormorò:
- E' pazzesco, non posso credere che stiamo facendo questo, se qualcuno si fa vivo verremo arrestati!
Se arriva qualcun altro, ti chiamo e ti aiuto a scopare!
Ho iniziato a masturbarmi quel cazzo e ho detto:
Che piacere, tre nella foresta.
Ti leghiamo a quest'albero per farti stare meglio!
- Non in un posto come questo.
Di cosa hai paura?
Non lo so, un insetto si presenta e mi mangia...
Non sapevo che ti piacesse la zoofilia.
Non sto parlando di quello, smettila di giocare!
Marcius mi ha voltato le spalle, mi ha messo la mano sulla pancia e mi ha sbottonato i pantaloni, le sue dita sono entrate nelle mie mutandine mentre mi sussurrava all'orecchio:
Non lascerò che nessun animale ti mangi, solo io posso!
Mi sono avvizzita e ho sentito quelle dita tra le mie gambe e ho tenuto la mia mano sui tuoi pantaloni, e ho detto,
- Brutto bastardo senza vergogna!
Mentre mi masturbava con la mano dentro i pantaloncini ho aperto la cerniera facendo uscire quel cazzo duro, ho tenuto quel cazzo e dopo qualche istante che ci sfregavo ero già impazzita, mi sono girata verso di lui e mi sono messa in ginocchio.
Ho preso quel cazzone e ho iniziato a baciarmi la testa, l'ho leccato e succhiato finché alla fine ho perso la paura che provavo, mi teneva ancora i capelli fino alla gola facendomi vomitare, in una di quelle volte me ne sono andato sbavando, l'ho guardato e ho detto:
- Ainn, guarda come mi lasci, non posso tornare al college così!
Mi ha trattenuto, mi ha rimesso in piedi e mi ha detto:
- Sono passate piu' di due ore da quando andremo a prendere tua madre dal momento in cui andiamo in albergo per fare una doccia prima...
Quindi non vuoi andare e siamo ancora li'?
Mi ha abbracciata forte, mi ha strappato la camicia, mi ha massaggiato il seno e ha detto:
- No, ti voglio adesso!
Marcio mi ha fatto un paio di pompini sulle tette e mi ha trascinato in una specie di albero di torte che era accanto a me, mi ha piegato tenendomi e si è inginocchiato dietro di me abbassando i miei pantaloncini, e ho sentito proprio lì quella bocca appoggiandosi alla mia piccola figa e iniziando a succhiarmi, e mi sono ridotto pazzo eccitato.
Dopo qualche pompino, si e' messo dietro di me, mi ha infilato il cazzo nella figa e ha spinto la penetrazione, ha gemito sentendolo entrare, e io ho infilato il culo nella parte posteriore della pancia, cosi' ha iniziato a darmi un pugno in quell'albero e si e' arreso per sempre.
Ho iniziato a gemere mentre lui mi pompava e mi parlava all' orecchio:
Nessuno ti sente da qui!
- Ainn, cane, che delizioso!
- Ti piace il bosco?
- A, mangiarmi caldo nel bosco papis!
Mi ha girato in faccia, mentre ero un po' più in basso mi ha sollevato un po' e mi ha spinto contro quell'albero per avere il momento giusto per adattarmi, mi ha dato un pugno mentre ci baciavamo fino a quando ho borbottato:
- Aiinn, smettila, mi fai male alla schiena!
E' difficile scopare quella figa oggi!
- Ti avevo detto che saremmo tornati in albergo!
Girati così!
Si è appoggiato sull'albero, si è appoggiato un po' e mi ha tirato fuori dal davanti appoggiandomi il cazzo, ha iniziato a muovere il fianco su e giù mentre io mi giravo sentendomi invaso, guardandomi negli occhi mi ha chiesto:
Visto che non puoi sopportare qualche graffio
Non posso farmi graffiare, cosa penserebbe mia madre?
Che ci fa una puttana nel bosco con un uomo?
- "Abbuso", mi piace!
- Ti piace scopare nel bosco?
Adoro essere la tua puttana nel bosco!
- E poi piangere dando a quella stronza una fica!
Mangiatemi!
Mi girò ancora una volta verso quell'albero, andò dietro di esso, mi pompava forte, mi faceva gemere bene, e poi mormorò:
Stai imparando a chiedere il cazzo!
Adoro quel cazzo!
- Chiedi altro cazzo, stronza!
- Colpiscimi quel cazzone!
Gira quella figa calda nel tuo cazzo!
- Ainnn, così?
- Cazzo, e' caldo!
Ha accelerato e ha pompato più forte fino a quando ha detto,
- Ah, eccitato, ti riempiro' di merda!
- Va tutto bene, riempitelo!
Presto ho sentito i getti di latte caldo esplodere dentro di me, lui è stato colpito lì fino a quando ha smesso di pulsare, mentre stavo strofinando un dito nella mia piccola griglia per godersi delizioso pure.
Solo allora sono riuscito a rimettermi in sesto e a mettermi i vestiti, mentre tornavamo indietro ho sentito quel cazzo di gocciolare dentro di me me che mi immischiavo nelle mutandine, avevo paura di bagnarmi i pantaloncini e qualcuno se ne accorse, sono tornato attraverso lo zoo con le gambe chiuse per salire in macchina, solo allora siamo andati all'hotel e ho potuto fare un buon bagno, i graffi alle gambe mi bruciavano, ho anche messo i pantaloni paura che mia madre mi chiedesse dove mi ero incollato per essere finito così.
Ancora nessuna reazione.

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