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Organizzando un Orgy Club Vll

Pubblicato: 18/09/2018 21:00

Autore: ksn57

Categoria: Sesso di gruppo e orge

Per forza maggiore, non si può fare, quello che volevamo la data concordata, doveva essere tre settimane più tardi, ma tutto è stato organizzato con più tempo, e oh, sapevo già, che stava andando a destra, che era meglio in questo modo. Questa volta, saremo più, che un fine settimana sarà breve, per tutti a giocare con tutti gli altri. Ti dirò chi ci andrà questa volta, compresi gli ospiti: - Gaspar e Elsa gli Ospiti, Kapa e Licínia, Manuel e Leonor, Jaime e Carolina, Roberto e Mónica, (Aurora va con João, uno degli Amici del racconto 115.453), seguiti dai Negri: Marcelo prende la sua ragazza Patricia, Ezequiel prende Rosa, una collega del Club, Costa, Firmino e Cardoso, seguono da soli, questo sarà uguale a: Undici uomini, sei Negri e otto donne, due Negri, un mulato a Carolina, e il resto bianco, tra bionde e brune... Il giorno fissato, tutti si incontrarono alla mia porta alle 10 del mattino, dove uscimmo in fila, io, Licínia, Jaime e Carolina con la mia macchina, Manuel e Leonor con la Caravana, Roberto, João, Mónica e Aurora con la macchina di Roberto, i Negros e le loro amiche in altre due macchine. Quando siamo arrivati a casa di Gaspar, lui ed Elsa erano spaventati a vedere così tante macchine, ma erano lì con la scatola di spherovite, perché ognuno lasciasse il suo cellulare. E poi ho iniziato le presentazioni, e siamo entrati tutti, porta a porta, sparsi nella stanza, dove abbiamo fraternizzato, per un po', per conoscerci un po' meglio, ovviamente. Gaspar ci ha mostrato il posto dove tutti potevano cambiarsi i vestiti, e sono tutti andati a nuotare in piscina, alcuni più a proprio agio, altri un po' timidi, ma stavano già mostrando le mani in posti meno appropriati. Dimenticavo di dirti che in piscina tutti erano nudi, alcuni con il cazzo in aria, altri ancora mezza morti, non si capisce molto, perché anche le donne erano nude. In un certo momento Licinia venne a nuotare da me e mi chiese: - Tesoro, cos'ha quel negro che sembra una mela nel mezzo di un cazzo? Lui ha riso e ha detto: - Quel negro ha un nome, e il suo nome è Cardoso, e sarà mio, meglio se lo vuoi così, Nosso, questa mattina, che ne dici? E' tipo: "Mettila dentro, deve far male, giusto?" Io: - Nel piccolo topo, non lo so, ora in cucina, se quel nodo entra, deve uscire, cosa dici di chiamarlo? Licinia ha nuotato fino a Cardoso, e gli ha detto di venire da noi due. Vedendo che ero io, accettò l'invito e venne da noi due, dove Licinio, prendendo il vaso, disse: Cardoso vorrebbe invitarti a unirti a me e Kapa in un piccolo gioco, che ne dici? - Sono a tua disposizione, Kapa quando mi hai incontrato, hai anche detto che vorresti conoscermi un po' meglio, ma se alla fine c'è anche la tua ragazza, sarà meglio... Così uscimmo dall'acqua e camminammo verso una sedia a dondolo che si trovava sotto uno dei ponti. L'ho fatto sedere sul divano, e poi Licinia ha preso quell'anaconda e ha iniziato a leccare la sua piccola testa, che presto è diventata rigida e salivosa. Da quando aveva quattro anni, leccandosi la testa, ho iniziato a leccare il topolino della mia ragazza, mettendo due dita tra quelle saporite labbra ben bagnate. Cardoso era tutto disteso, nella sedia, le gambe aperte, Licinia, tra le gambe leccandolo e succhiandogli l'anaconda, e ogni tanto, passava due dita, intorno alla coda piccola, che ha fatto questo spingere la sua gola da rana. Quando Licinia sente che sta iniziando a diventare più rigido di quanto non fosse, cambia posizione, e appoggia il Rat sulla testa di quel cazzo di gigante, e comincia a strofinarlo. Cardoso poi si solleva un po', e la afferra per i fianchi, aiutandola a scendere, perché non ha idea che quel Rat sarà in grado di inghiottirlo intero. Va a rotolare e a scivolare, a rotolare e a scivolare, finché non si avvicina a un nodo tale, che dice: - Aiiii è buono, ma aiiii, Cardoso questo nodo entrerà anche? - Di solito arriva, ma sei cosi' stretta, ce la farai? Licinia non disse nulla, continuò a rotolarsi, e stringendo i suoi seni, che erano duri e ben pugnalati, gemevano e continuavano a scendere. Ero sul lato, la tenevo in braccio, e vedendo la rana entrare, ora la baciavo, ora le accarezzavo i capezzoli e il clitoride. I due gemettero ad alta voce, e Licinia rotolato e rotolato verso il basso, e quando si avvicinò al nodo, si fermò un po '. Licinia era in ginocchio, con i piedi sulla sedia. Quando il nodo si era avvicinato alle labbra di Sansone, egli si fermò, si alzò un po', stese il piede destro e lo posò a terra, e anche l'altro piede. E' stata cosi' per un po', salendo e scendendo, ruotando e gemendo tutto il tempo. Gli occhi di Cardoso sembravano voler saltare. A un certo punto, Licinia si strinse il seno e, gemendo, si lasciò scivolare nella totalità. Io, che stava proprio accanto a lei sembrava sentire una crepa, al momento, che lei sedeva completamente nel balcone, e dove un tale nodo è andato fino in fondo. Licinia gridò, così come Cardoso, e così rimasero per un po', lui con le braccia aperte e tutto felice, lei prima gridò, ma dopo tutta la spinta, solo gemette e disse: - Tesoro, non ti fara' il culo, ma e' carino, ecco, ehi ehi ehi Poi ha iniziato a rotolare, e ha cercato di uscire, ma non ci è riuscito, così si è girato e ha detto, - Oh che gustoso, sei dentro di me, questo lo sento tutto, quasi arriva alle mie ovaie, e si sta ingrossando, aiiiiiiii lo sento, lo sento ingrossare, che bommm, aiiii, sarai in grado di toglierlo alla fine? Questo è così buono, mi sento così pieno di cazzo, non riesco nemmeno a immaginare, quando ti sculacci, andrà in bocca, giusto? Cardoso l'ha presa per il seno e l'ha baciata sulla bocca, una volta, poi ha scosso il resto dentro questo, facendola urlare. Il mio cazzo stava per scoppiare, così a un certo punto ho detto: - L'amore mi succhia il cazzo, sono nelle cuciture, presto mi divertirò. Licinia mi guardò, con un'aria di felicità, che non avevo mai visto, a questo prese il mio cazzo, mettendolo in bocca, leccò la sua piccola testa, e succhiato in modo tale, che non potevo stare in piedi, e versato il mio latte caldo poco in bocca. Ne inghiottì una parte, ma ne tenne un'altra in bocca, e la chiamò per baciarla, e ci scambiammo le carezze e un bel bacio, dove sentii parte del mio latte. Poi tornò a cavalcare la rana di Cardoso, e lui tornò a ingrassare la rana, lei lo sentì e disse: Divertimento nero, divertimento, dai latte alla tua puttana bianca, voglio sentire quel latte dentro di me. Ed eccolo di nuovo, che si rotola sull'erba. Non passò molto tempo prima che Cardoso, tirandolo verso di lui, stringendolo strettamente contro di lui e mettendogli la lingua in bocca, cominciasse a colpire duramente il pezzo, che aveva dietro il nodo, e su questo lanciò un grido e disse: Mi divertirò, mi divertirò, mi divertirò, mi divertirò, mi divertirò. E in questo, Licinio, grida anche dicendo: - Sento, sento il divertimento, sento la spora entrare in getti forti, sento il divertimento - Darò un po' di latte alla tua puttanella. E' qui, ho notato, che Milky, passa tra il palato e le labbra, e scivola tra i testicoli Cardoso, fino alla sedia. Dopo qualche tempo, Licinia comincia ad emergere da Cardoso, e la sua rana, oltre ad essere ancora abbastanza grande, sta già diventando più piccola, e quindi, esce bene, incluso il nodo, che sembra essere diminuito di dimensioni. Questa cade ancora su Cardoso, dove si sono baciati per un bel po', finche' noi tre non siamo tornati all'acqua della piscina, dove abbiamo passato un po' di tempo, finche' non siamo stati chiamati a pranzo. Qui, parlavamo tutti mentre mangiavamo, dopo pranzo, bevevamo caffè, whisky e la nostra sigaretta, poi ognuno andava ai suoi compagni di mattina, in un piccolo angolo, dove ci riposammo, e giocavamo un po'. Tornerò ai bagni un po' più tardi. Fino a quando: - Licinia si gira verso di me e dice: - Tesoro, invitiamo Cardoso, per andare al nostro angolo, voglio vederlo mettere quell'anaconda nel tuo culo, puoi tenerlo al nodo? Andiamo, voglio provare quella cosa, vedere se riesce a metterci dentro tutto prima che il nodo si ispessi, o che non si adatti più, rss. Così siamo andati a chiamare Cardoso, che stava nuotando, prendendo tempo per me di chiamarlo, perché anche lui voleva entrare nel mio buco, (è quello che ha detto). Uscendo dalla piscina, noi tre camminammo fianco a fianco fino al nostro angolo, dove ancora una volta si sdraiò sulla sedia a sdraio, e Dai chiese: - Basta così, cucinerai tu? Io: - Sì, ma io voglio sentirlo ancora mezzo mulino, Licinia vi darà una leccata, per voi è molto appassire, poi lecca il mio piccolo buco, e riempie tutto, ma lentamente, gallina! E' stato d'accordo, ed e' stato cosi', lecca e lecca, ed eccomi seduto su quell'Anaconda. Amico, ne sentivo ogni centimetro, ma non riuscivo a sentirlo fino in fondo, perche' faceva cosi' male, cosi' sono uscito e mi sono preso quel Heat Gel. Appena l'ho raccolto, ho baciato il mio piccolo buco, mettendoci dentro due dita, così che il gel potesse entrare un po'. Quando arrivò a loro due, Licinia e Cardoso erano già in un 69 folle, le leccava le labbra, lei la punta della sua piccola testa, rendendolo tutto, già abbastanza rigido e grasso. Ho insinuato che sarebbe costato ancora di più entrare, poi Licinia è uscito da Cardoso, che aveva la bocca puntata verso il cielo, e babava. Quindi ero io, che appoggiavo la testa della rana, nel mio piccolo buco, e proprio come Licinia aveva fatto, stavo ora rotolando, ora andando un po' più in là, fino a lì nel mezzo, poi ho iniziato a fare l'opposto, ho rotolato e ora sono andato su, ora giù, e così siamo stati un bel po'. Fino a quando ho cominciato a mancare la forza nelle gambe, perché ero storto, e da un momento all'altro, ho sentito Licinia, mettendo più gel intorno al mio piccolo buco, e come ho detto, ben benedetto un tale nodo. Ho sentito un dolore nei muscoli delle gambe, e ho lasciato che quel sedere scivolasse, ho sentito un ulteriore dolore, ma non ho nemmeno notato quel nodo, finché alla fine, quando ho sentito che ero seduto sull'inguine di Cardoso, ho capito che ero tutto, e ho smesso di sedermi su di esso. Stavamo entrambi gemendo, e Cardoso ha detto: - Merda, Kapa è andato tutto dentro, che cazzo di culo hai, gallina!!! E ha iniziato a voler metterci un po' di piu', ma la verita' e' che non ne aveva di piu'. Mi sentivo pieno, e qualcosa dentro, che allungava il mio piccolo anello dall'interno verso l'esterno, qualcosa di strano ma molto gustoso. Una volta andavo su quella geba, ma lei non entrava e usciva, si girava, mentre Cardoso mi accarezzava i capezzoli, e a volte me li succhiava, il che mi dava un'insolita erezione. Gli piaceva vedere il mio cazzo, ma non riusciva a tenerlo, cosi' me lo ha infilato in bocca, lo ha leccato, lo ha succhiato, e poi mi ha infilato due dita in bocca, che ho succhiato come una pazza, mentre mi rotolavo in quel barattolo, che sembrava diventare sempre piu' spesso. Cardoso, si è rotolato sotto di me, e dato che aveva le mani libere, ha iniziato a massaggiare il Licinia Rat, questo non si è lamentato, perché aveva il mio cazzo in bocca, ecc. Ci volle un po 'di tempo, tutto questo trambusto, solo ora e poi mi sento che l'ispessimento del nodo, accanto al mio anello piccolo, e tutto il resto della frangia, sembrava allungarsi dentro di me, facendo mi gemere, non so se dal dolore, o dalla sete, so che non potevo sopportare, e mi sono spinto tutto nella piccola bocca di Licinia, che questa volta ha ingoiato tutto, perché la piccola testa era saldamente contro le sue tonsille. A questo, Cardoso dà un grido, che si sente fuori dalla Proprietà dei nostri Amici, a destra, e tirandomi al suo fianco, mi ha infilato la lingua in bocca, allo stesso tempo, che sento un vulcano esplodere all'interno del mio trippino. C'erano diversi getti di latte cremoso, che si diffondevano dentro di me, in modo tale, che dopo pochi secondi, cominciai a sentire, questo liquido che scorreva fuori dal mio piccolo buco. A poco a poco, Cardoso ha fatto uscire il suo nodo dal mio piccolo buco, ma non il resto del barattolo, è rimasto ancora un po' di tempo, dentro di me, con lui che dava un pugno, ora esce un po', ora è entrato nel nodo, e l'ho fatto rotolare. Nel frattempo, ci baciavamo, a volte gli leccavo i capezzoli rigidi, altre volte lui leccava i miei, e infine ci facevamo dei baci sulla bocca, quasi soffocanti, e rimbalzavamo sempre l'uno contro l'altro. Licinia mi accarezzava i testicoli, e Pila accarezzava il piccolo buco di Cardoso, che, sentendo la punta delle dita nel suo piccolo buco, mi minava e gemetteva per un'ora finché non disse: - Licinia, quando passerai le dita nel mio piccolo buco, prova a infilarci il dito, per vedere se mi piace anche a me! Senti, quello che ha detto, rss In realtà ho riso e ho detto, - Mettilo dentro, ma e' l'intero dito, cosi' sa quanto e' buono! Licinia prese Gel, che era accanto a noi, e passò, passando le dita con Gel, nel piccolo buco di Cardoso, molto delicatamente. Noi due continuavamo a rotolarci l'una sull'altra, e a baciarci l'un l'altra, fino a che ad un certo punto Licinia non cercò di infilarci un dito, ma invece, infilarci due dita contemporaneamente. C'è un tizio, Cardoso, quando ha sentito che, ha dato un urlo, e allo stesso tempo mi ha dato un colpo, che presto rientrato nel nodo, mi rimuove anche un urlo, perché era molto rigido, e andò in un colpo solo. Tranne che Licinia l'ha infilata dentro, ma non l'ha tirata fuori, ha tenuto entrambe le dita nel culo di Cardoso per un po'. E tutto questo mi si è ammassato dentro, facendomi gemere per un po'. La stronza di Licinia sapeva quello che faceva, quindi oltre ad avere le dita nel culo di Cardoso, le metteva ancora in questo, che mi faceva entrare e uscire con il nodo sul culo. Non riuscivo nemmeno a sentire il mio piccolo buco, gemetti e gli chiesi di fermarsi, ma cosa, sembrava, non avesse sentito, e di nuovo, si prendeva gioco, nel profondo del mio essere. Ahimè, sia io, che lui, e anche Licinia piangevano, piangevano, cosa di più, non lo so. Dopo un po', dopo che Mi aveva preso in giro di nuovo, gradualmente uscì dal mio piccolo buco, lasciandomi come un vulcano, perché aveva un <unk> Cratere<unk> e versava <unk> Lava<unk> = Latte, il che faceva paura, perché in quel momento passavo le dita e sentivo un buco, il che faceva paura. Anche Licinia ha visto, e ha fatto una carezza, a "Vulcano" dicendomi: Tesoro, non so se questo buco tornera' mai alla normalita', sembra un cratere. Ci siamo scambiati un paio di baci, e poi abbiamo fatto una piccola pausa prima di fare un tuffo in piscina, dove Cardoso era già. Due mezze volte, e c'era Licinia che passava la mano sul mio culo, fino a quando a volte mi dice: - Tesoro, il tuo buco e' come nuovo! La baciai e le dissi: - Cosa ti aspettavi, gallina? E lei: "Non lo so, ero così aperta. Io: - Certo, che avrebbe chiuso, ora ho intenzione di avere, non lasciare, mettere in un altro, non così presto, fa male... Continuiamo a nuotare finche' non arriva anche Cardoso e ci dice: Mi dispiace per prima, ma quando ho sentito il dito di Licinia, non so cosa ho sentito, e non ce l'ho fatta. - Cosa c'è, chi cammina sotto la pioggia si bagna, e io, mi sono bagnato, ma è finita! Licinia alzò la mano e, mostrandola a Cardoso, disse: - Guarda le mie dita, non sono come le tue, sei molto chiuso, vero? - Dannazione, sembrava un toro, come hai fatto? Licinia, ridendo: - Non era un dito, erano due, così hai gridato, ma dire lì, che non ti piace, la gallina? - E' stato fantastico, ma un giorno voglio ancora sentirlo come un Pila, come quello di Kapa, che ne dici? Ho riso: - Quando vuoi, basta dire, è sempre meglio il mio, che uno dei tuoi colleghi, che dici? - Kapa è disposto a farlo oggi? - In tempo, come vuoi amico! Cardoso: - Non ora, ora volevo era mangiare qualcosa, sono pazzo affamato. Andiamo dentro, va bene, tesoro? Ed eravamo lì, noi tre, in cucina, dove stavamo mangiando... All'interno della casa non c'era altro che gemiti, ma stavamo mangiando in silenzio. Dopo pranzo, siamo tornati nel nostro angolo, ed e' stato allora che Cardoso ha detto: - Kapa, che ne dici, mangiami il culo ora? Oh, non ho risposto, mi sono sdraiata sull'asciugamano e ho detto: - Succhialo come vuoi, vai. Poi si sdraiò accanto a me in posizione 69 e cominciò a leccarmi la testa, e io leccai la sua. Quando alla fine era ben robusto e cadente, si alzò, e venne accovacciato sulla mia pillola, scendendo lentamente. E' stata Licinia, che ha tenuto la mia Pilola, e l'ha puntata al piccolo buco, ma prima ha strofinato un po' di Gel, sia nella mia Pilola, sia nel piccolo buco, di Cardoso. Questo, mentre metteva il piccolo buco nella testa del mio piccolo Pilola, nel suo piccolo buco, immediatamente cominciò a gemere e dire, che era buono. Lasciandola entrare lentamente, perché era molto stretto, rss Poi ha detto: - Kapa, che ne dici di fare a quattro? Accettai, e ci scambiammo le posizioni. Stava strisciando dentro, e io ero dietro di lui, e ho messo la mia piccola testa nel buco, e l'ho afferrato per i fianchi, e ho iniziato a spingerlo dentro, centimetro dopo centimetro, finché non ho messo i miei testicoli nel suo, e non mi sono mai fermato. Si lamentava e piagnucolava e diceva: - Mettilo dentro, non fermarti, mi stai allargando il buco, ma va bene, mettilo dentro, mettilo dentro, mettilo tutto dentro, tutto dentro. Quando finalmente sentì che non poteva andare oltre, disse: - Lo sento tutto, è un peccato, è così piccolo, va dentro e fuori, mi dà piacere, dà Kapa. Licinia, che stava solo guardando, ha avuto un'idea brillante, si è sdraiata sotto Cardoso e ha iniziato a leccare la sua piccola testa. Questo si è appoggiato un po' e ha iniziato a leccare il Ratto di questo, che presto ha iniziato a gemere. Continuavo ad entrare e uscire, con lui che mi ruotava sul cazzo, Licinia che leccava la sua piccola testa e una parte del suo corpo, Cardoso che leccava le labbra e il clitoride di Licinia e solo io gemevo, tutti e due tenevano la bocca occupata. Non so da dove venga, ma la verità è che di tanto in tanto Roberto appare, con il suo cazzo logorato, e gocciolante di piacere, e accanto a me dice: - Kapa, succhierai tu o ti succhero' io il culo? L'ho guardato con stupore e ho detto: - Non nel culo! Seduto accanto a me , mi dice: - Succhialo, allora! Cosa che ho fatto subito, ho leccato il preludio, e ho iniziato a leccarlo e succhiarlo, quel cazzo rigido. No, è solo che quel bastardo, ha visto il tubo del Gel proprio accanto a noi, e prendendolo ha benedetto il mio povero piccolo buco, e poi è entrato con un dito, diffondendo il Gel. Diceva ancora che gli faceva male il culo, ma non gli importava, perché uscendo dalla mia bocca, appoggiava quella bella testa nel mio bucoletto, mentre entrava nel culo di Cardoso, Roberto infilava il suo cazzo nel mio bucoletto, faceva male, ma entrava così silenziosamente, che smise di fare male, per continuare a dare un enorme piacere. Lui si metteva sul mio culo, e io sul culo di Cardoso, e lui leccava il clitoride di Licinia, e lei gli succhiava il cazzo. Abbiamo giocato a questo gioco per molto tempo, finché Cardoso non ha detto: - Mi divertirò, cazzo. E gemendo, ha inondato la bocca della mia ragazza, che stava già ridendo come una pazza, urlando. In questo, non potevo sopportare molto più a lungo, per Cardoso in derisione, ha schiacciato il suo piccolo anello sul mio cazzo, e in questo ho deriso come un toro, riempiendo la pancia di Cardoso con il mio latte caldo. Roberto continuava ad entrare e uscire, ora impazzendo, nella mia cucina, e non riuscendo a resistere, si prendeva gioco di riempire il mio canale con il latte. Questo e' stato l'ultimo a prendermi in giro, ma il primo a lasciarmi in pace. Licinia era già fuori, era solo sperma, sul viso, sulla bocca, sulle tette. Finalmente ero io, uscendo dal piccolo buco di Cardoso, e là eravamo tutti sdraiati fianco a fianco, ridendo e discutendo di quello che avevamo fatto. Ahimè era Roberto, che stava raccontando, quello che era successo a casa, perché anche il treno aveva fatto, Elsa tornato a fare DP, solo con due dei neri. Licinia non voleva crederci. E così, noi quattro abbiamo passato un pomeriggio di bellezza. Ieri sera dopo cena, ha fatto altre cose pazzesche, ma e' per un'altra volta, perche' solo questa parte, e' gia' lunga... PS= foto da NET
Ancora nessuna reazione.

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