Una madre nella pandemia
Ciao cari fan e lettori di questo sito.
E' passato molto tempo da quando ti ho mandato nuove storie per mancanza di tempo.
Ma ecco un nuovo resoconto di un buon amico di Caxias do Sul.
Si prega di votare e lasciare commenti, è molto importante per me.
A coloro che lasceranno email, commenti e voti, invierò il racconto in PDF con foto illustrate.
Vengo da Caxias do Sul e vivo in un quartiere chiamato l'altopiano.
Ho una sorella che vive nel quartiere di Saint Pilgrim con le sue due figlie adolescenti.
Nel 2004, appena compii 16 anni nacque il mio unico figlio, Gerson.
Nel 2020, in aprile, è stato decretato un blocco qui in città e da allora la mia vita ha avuto una svolta.
Gerson si e' procurato un bambino bellissimo, quello che tira sospiri e toglie il fiato a qualsiasi ragazza.
Media quasi due metri, alto e un corpo atletico meraviglioso.
Ero già diventata una madre molto appiccicosa, estremamente gelosa, ma molto dedicata a lui.
L'ho lasciato male abituato, e se fosse stato per me, si sarebbe ancora nutrito.
Ma è cresciuto, ed è tutta colpa mia, lo riconosco.
Nel frattempo, senza saperlo, stavo creando una bestia che mi mangiava senza pietà con straordinari succhiacazzi, con raffinatezze di una deliziosa crudeltà di piacere.
Non mi e' mai passato per la testa, ti assicuro che non mi sarei mai immaginato a prendere in giro il cazzo di quel ragazzino, urlando, discutendo con me come una puttana pazza per essere venuta sul suo cazzo.
Ma torniamo al soggetto.
Quel mese eravamo confinati in casa e, come era nostra abitudine, guardavamo sempre la TV sotto una coperta, con popcorn e chimarrano.
Quel giorno, a un certo punto, andai in cucina, aprii una bottiglia di vino bianco e cominciai a bere.
Non passò molto tempo prima che venisse a chiedermelo.
Non ti e' piaciuto il film, posso cambiare canale.
Ma lo confortai dicendo che voleva solo bere, così si sedette e pazientemente mi guardò bere ogni bicchiere, ogni volta, mentre parlavamo di varie cose.
Nel mezzo della conversazione mi venne in mente qualcosa che mi aveva infastidito per qualche tempo riguardo a lui.
Il fatto di non averlo mai visto con una ragazza o commentare le donne mi ha portato a fare la seguente domanda.
- Figliolo, di' a mamma che non sei gay, vero?
Chiuse la faccia e rispose immediatamente.
- Certo che no, mamma, mi piacciono le donne.
L'ho interrogato.
Ma non mi hai mai parlato di ragazze e non mi hai mai detto se hai una ragazza.
Fu allora che ruppe il ghiaccio e spogliò il portoghese parlando chiaramente.
Mamma, mi piacciono le fighe, mi piacciono l'odore, mi piacciono le mutandine magre con la crema, la saliva e il sudore delle fighe.
Sorrido sollevato a dirlo.
- Che bravo figlio, temevo fossi un cervo, ma mamma ti avrebbe preso comunque.
Ma ancora curioso ho chiesto un'altra cosa.
Ma vieni qui, ragazzo, ti piace tutto questo?
Il bastardo e' crollato e l'ha detto.
- Si', ma solo una ragazza... e molte volte, ma non sogna nemmeno che le rubo le mutandine, che sento l'odore di una piccola figa nel fondo di tutte le mutandine, che succhio il fondo di melassa finche' non e' pulito come nuovo.
Ho riso molto di tutto ciò di cui parlava e io come una donna molto curiosa sono andata sempre più in profondità nella conversazione fino a quando non ho chiesto.
Chi è questa ragazza, quanti anni ha, quando la incontrerò, abita qui vicino, ha iniziato a rispondere a tutte le mie domande.
- Prima vive molto vicino a me... secondo te la conosci... terzo per me è una bionda perfetta e... camera ha 32 anni, è al culmine della sua vita, piena di amore da dare, è dolce, è dolce, tenera, è appiccicosa con me.
Mentre descriveva la ragazza tutto mi divenne chiaro.
Le mie mutandine dimenticate in bagno, il modo in cui mi guardava, come se fossi nuda, ogni dettaglio si adattava a me, tutto aveva senso.
In quel momento, completamente ubriaco, nel silenzio ho fatto un errore, è quando ho cercato di alzarmi per andare in camera mia, mi sono quasi addormentato se non fosse stato per lui come un fulmine che mi tiene stretta.
Stando lì, tenendomi per la vita, mi guardò negli occhi e disse:
Non avrei mai immaginato che questa donna potesse avere una figa cosi' puzzolente, deliziosa, deliziosa.
Ho cercato di spostare il corpo, ho cercato di andare in camera da letto, ma ha tolto le cinghie dal mio vestito che è caduto a terra, lasciandomi solo nelle mie mutandine.
Continuava a parlare.
Le mutandine che indossa adesso sono bianche, quelle che ho rubato dal bagno due giorni fa, quando se le è dimenticata nel bagno dopo un delizioso bagno.
Il suo fascicolo e' caduto in quel momento e ero abbastanza sicura che la donna che stava morendo dalla voglia di scoparsi fossi io.
Mi ha messo in un angolo tra lui e il tavolo impedendomi di muovermi.
I suoi occhi fissavano i miei e io non riuscivo a muovere un muscolo mentre continuava a parlare dei dettagli delle sue mutandine, che solo io conoscevo.
Così l'ho fatto.
Quella donna di cui sei innamorato e che vuoi mangiarti la figa sono io?
E lui ha risposto.
- Si', mamma, hai capito.
Avevo entrambe le mani che mi coprivano il seno e lui parlava un po' duro, come se non mi avesse mai parlato prima.
- Togliti la mano dal petto... voglio vederli.
E ho obbedito immediatamente togliendomi le mani.
Impressionante come si metta naturalmente nella posizione di maschio alfa, sottomettendomi mentre io obbedisco passivamente senza alcuna resistenza.
Dopo che i miei seni furono liberi, mi abbracciò e il contatto delle dita dei piedi con la sua pelle le rese immediatamente estremamente dure come due piccoli ciottoli, mentre le sue labbra toccavano le mie.
Ho tenuto la bocca chiusa mentre mi dava dei francobolli.
Visto che non ho aperto la bocca per prenderti la lingua, ha iniziato a leccarmi la faccia.
In mezzo a quei baci, tutto il mio corpo si elettrizzò e il segno era visibile nel muso dei miei seni e nella mia fica che sbavava dappertutto.
Spinto sul tavolo, ha deposto il mio corpo.
I miei seni sono stati accarezzati deliziosamente con baci e succhiando la figa che ha strappato i miei primi sospiri e gemiti involontari.
Gridavo in silenzio, piangevo come una puttanella, in un misto di piacere, paura e vergogna.
Sentivo la sua bocca scivolare attraverso la mia pancia, scendere verso la figa che lampeggiava, palpitante, pulsante e gocciolando sperma femminile, sudore e lacrime arrapate.
Su per il tavolo, mi spalanca le gambe, spostando delicatamente le mutandine e bacia la mia figa sbavatura.
Poi puzza per quasi un minuto e alla fine lecca per molto tempo fino a quando non è pulita.
Io mi contorcevo e le mie gambe forzavano la chiusura, ma lui le teneva aperte.
Ho sospirato profondamente, e gemito bene, ma molto silenziosamente, fino a quando, involontariamente, ho lasciato andare un gemito più forte e ha sentito.
- Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! - Non lo so.
Non so perche' abbia deciso di agire in fretta. Forse perche' era arrapato o perche' aveva paura che mi arrendessi.
Il fatto è che lui ha messo il suo cazzo nel mio baule e ha trovato rapidamente il mio piccolo buco delicatamente spinto nella mia figa un immenso tronco iper grossolano, che mi ha costretto a urlare forte di piacere, mentre sentivo ogni minuscolo pezzo di quel nervo che mi violentava molto lentamente.
- Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! - Non lo so.
Stavo morendo di piacere mentre il cucciolo spingeva lentamente il tronco dentro la mia figa guardandomi.
Sono andato in una vite urlando forte, affilato, ma con entrambe le mani che copre la bocca nel tentativo di soffocare la mia disperazione.
Ha spinto tutto, ma tutto, dentro di me.
Ho sentito tutto il suo tronco dentro, pulsare pulsare e forzare le pareti e il mio sbadiglio.
All'inizio era molto lento, ma ogni secondo, ogni minuto, il tempo passava e l'andare e il venire si trasformava in violenti, asciutti e forti salti, così che mi scopava, senza pietà e pietà, tutto quello che mi rimaneva era piangere sui battiti del forte ritmo delle pugnalate che il suo cazzo mi dava.
Ed è così che in piccoli spazi di tempo sono venuto due o tre volte sul suo bastone, urlando e urlando come un bambino.
Non c'è rimasto nulla dopo di che, è venuto un sacco, e dettaglio ... riempito la mia figa con il latte fino a quando ha vomitato fuori.
Dopo essere venuto un sacco, continuava a dirmi alcune cose e non l'ho guardato in faccia quando se n'è andato e sono rimasto lì per molto tempo a pensare alla follia che aveva appena fatto.
Ancora nessuna reazione.
0
curtidas
28 vista