DESVIADOS
🗺️ Labirinto 📖 Racconti 💌 Classificato 🎬 Video

ℹ️ Regole del sito 📄 Termini di servizio 🔒 Informativa sulla privacy 🍪 Politica dei cookie

Una nuova storia colorata

Pubblicato: 31/12/2017 22:00

Autore: ksn57

Categoria: Eterosessuale

Alcuni anni fa, quando ero ancora sposato, conobbi una giovane donna che è sempre stata molto gentile con me e la sua famiglia.
- Ero il contabile del ristorante dove lavorava lei, e anche mia moglie all'epoca mangiava spesso li', quindi direi che era gentile con me e la mia famiglia.
Sono passati gli anni, prima ho divorziato, poi quel cliente si e' trasferito, e quella ragazza ha smesso di lavorare li'.
Questo cliente si e' trasferito di nuovo, ha recentemente aperto un ristorante vicino a casa mia.
Ti ho sempre seguito perche' sei sempre stato un buon cliente.
Sono entrato qui qualche giorno fa, come faccio sempre, salutando chi passava, e ho notato che avevo un volto nuovo, ma non l'ho riconosciuto all'epoca.
Dopo che ho parlato con il cliente e questa nuova faccia è uscita, si è girato verso di me, e ha detto,
- Non mi riconosci?
Ero un po' poco divertente, ma ho detto:
- Conosco la faccia, ma dovete scusarmi, non so da dove la conosco!
Mi chiamo Joana e ho lavorato nel ristorante del Signore . . . fin dall'inizio!
Poi mi venne in mente, e mi ricordai di avergli detto che era passato tanto tempo, ma sì, ora mi ricordavano.
Poi mi ha chiesto come stavano mia moglie e mia figlia, dove ho detto che la figlia stava bene, ora la moglie era già, era divorziato, erano passati quasi otto anni.
Lei ha detto:
Oh, che peccato, e non ne hai ancora trovata un'altra?
E ho detto di no, cosi' lei mi ha afferrato il braccio e mi ha dato due baci, e mi ha detto:
- Devi trovartene un altro, sei ancora giovane!
Ho detto di si', e lui mi ha lasciato.
Questo e' quello che e' successo la prima volta che ci siamo incontrati.
Dopo la prima volta, ogni volta che vado da questa cliente, viene da me, mi dà due baci, e mi chiede se ne ho un altro, a cui dico di no.
Qui qualche mese fa, quando sono entrato, si è girato verso di me, dopo avermi dato due baci, e mi ha chiesto:
- Allora, questa domenica andiamo alla Notte?
La guardai con uno sguardo stupito e le dissi che non ero abbastanza grande per queste cose, perché il lunedì dovevo alzarmi presto.
Ho visto la tua faccia triste, ma non ti ho chiamato.
Ho parlato con il cliente, gli ho consegnato dei documenti, e tu sei fuori.
La settimana dopo, quando sono arrivato un po' prima, stava spazzando l'atrio, ci siamo salutati e mi ha detto:
- Non vuoi uscire, domenica sera con me. - Perché?
Sono così brutta?
Non sapevo cosa dire, ma le ho detto che di solito non esco di notte, perché non bevo, e non mi piace ballare, ma se vuole, facciamo un appuntamento, e le ho dato il mio numero di telefono.
Quando ha visto cos'era, mi ha dato altri due baci e ha detto:
- Nel frattempo, ci sentiamo un'altra volta.
Così entrai nell'istituto, parlai con il cliente, e uscii.
Settimane dopo sono tornato lì, dove ancora una volta, all'arrivo ho vinto altri due baci, ma non più conversazione.
E così le settimane passarono, finché un giorno, nel mezzo della settimana, il telefono squillò, andai a vedere, e qualcuno chiese se poteva chiamarmi, e io dissi di sì.
E quasi nello stesso momento, ricevetti una chiamata.
- Era Joana, che chiedeva se andava tutto bene con me, e se volessi ancora uscire la domenica prossima.
A cui ho risposto di sì, chiedendo il luogo e l'ora.
Ha detto che sarebbe stato di fronte al ristorante, e dopo le dieci e mezza, e poi se l'avrei portata a casa, a cui ho detto, sì, chiedendo ancora dove voleva andare, se aveva qualcosa in programma.
Lei rispose che mi avrebbe accompagnata ovunque l'avessi portata, e a quel punto disse addio e riattaccò.
Insomma, ero nel panico, ma allo stesso tempo non sapevo cosa fare, perché non avevo un'auto, avevo solo il furgone della fabbrica, che era Frigorifica.
La domenica successiva, ero tutta ordinata, profumata e pronta a tutto ciò che poteva accadere.
- Erano le 22:30, se n'e' andata subito, e' andata alla mia macchina, e' entrata, mi ha dato due baci e ha detto:
- Andiamo, cosi' i miei colleghi non vedranno con chi esco.
E' quello che ho fatto, sono andato dritto nella mia citta'.
Durante il tragitto parlavamo un sacco di sciocchezze, finché a metà strada le chiesi cosa avesse in mente.
Ha detto, andiamo a vedere Rio, poi vedremo cosa fare dopo.
L'ho fatto io.
Quando arrivammo sulla riva del fiume, fermai la macchina davanti a un bar, che era ancora aperto, e le chiesi se voleva andare a bere qualcosa.
Lei rispose che no, poiché, essendo lì, voleva vedere e assaporare l'odore del fiume.
Allo stesso tempo, si avvicinava a me, e lentamente, mi passava una mano sul petto, e mi baciava la faccia, il collo e infine la bocca.
Avevo ragione su tutto, perché nello stesso momento in cui lei passava la mano sul mio petto, io passavo la mia mano sui suoi piccoli, ma molto pratici, seni, poi ci baciavamo sulla lingua fino a quasi soffocare, così siamo rimasti per un po'.
Fino a quando, lasciandomi andare, e appoggiandosi alla sua porta, disse:
- E' cosi', anche io, sono stata molto sola per molto tempo, e voglio avere un ragazzo, e come hai detto tu, essendo sola, ho pensato, mi vuole?
Poi, come sono troppo a lungo senza un compagno, non l'ho fatta aspettare, e l'ho attirata a me, dicendole:
Joanna, vuoi davvero uscire con me?
Non ha fatto lo stupido e ha baciato di nuovo, ancora più selvaggiamente.
Ci baciavamo, ci toccavamo, eravamo entrambi pazzi.
Quando le cose si sono messe male, ci siamo fermati e abbiamo parlato per un po', finche' non ho deciso di uscire da quel posto e siamo andati in un posto piu' sicuro.
Quindi, visto che avevo capito tutto, abbiamo deciso di uscire dalla macchina e prendere un po' d'aria fresca.
La seconda fase era far salire Joana sul retro del furgone, dove avevo dei cuscini e un materasso.
Era un po' imbarazzata, ma è entrata, ci siamo tolti le scarpe, e abbiamo iniziato a baciarci e a baciarci, ci siamo tolti i vestiti, e pochi secondi dopo eravamo completamente nudi, ed è stato allora che ha afferrato il mio pene, che era già bagnato, e ha iniziato a leccarlo e succhiarlo e masturbarsi con la mano.
Stavo solo strofinando la sua vagina bagnata con le dita, ma non per molto, perche' nel frattempo facevamo un 69 e ci leccavamo e succhiavamo il sesso bagnato l'un l'altro.
Quando pensavamo fosse giunto il momento, ci sdraiammo in un guscio, ed è così che mi sono sepolto completamente all'interno di quel vulcano, da cui scorreva lava bollente.
E' stato solo per un breve periodo, perche' non poteva baciarmi in quella posizione, che e' quello che le piace fare di piu', quindi mi sono sdraiato sulla schiena e lei ha infilato il mento nel mio pene bagnato, e ha iniziato a spingerlo dentro e fuori e allo stesso tempo le stavo accarezzando i seni e baciandola sulla bocca.
Era in quella posizione che si prendeva gioco, gemendo molto e dicendo che avrebbe preso gioco.
Questa volta l'ho superato senza prendermi in giro.
Dopo le sue derisioni, ci baciammo a lungo, ma mentre continuavo, con grande desiderio, mi chiese se non mi fossi preso in giro, a cui risposi:
No, tesoro, voglio prenderti in giro, ok?
Lei ha riso e ha detto:
- Certo che si', ma hai un cazzo cosi' grosso che mi farai saltare il culo!
E l'ho abbracciata, l'ho baciata e le ho detto:
- Dopo un bel colpo nel buco, entra e tu non lo noti nemmeno.
Abbiamo riso entrambi, e poi e' andata dritta al sodo.
Dato che sono un po' una canaglia, mentre leccavo il suo piccolo buco, ho tirato fuori una bottiglia di "Durex Play" da una tasca, e ho strofinato il suo pene, lasciandone una buona dose sul suo anello.
Poi si è appoggiato, ha premuto, e lentamente, è entrato, strappando alcuni gemiti da Joanna, che lo ha ingoiato fino ai testicoli.
Dopo tutto seppellito, e sempre accarezzandola ora sui seni, ora sul mento, stava solo andando, ora entrando, ora uscendo, e a poco a poco è stato il mio turno di iniziare a dire che stavo per deridere.
E' solo che Joanna, o perche' lo stava accarezzando nella sua figa, o perche' e' cosi' che va, quando ho iniziato a sentire il latte che usciva dal mio pene, che gli entrava nel culo, ha iniziato a gemere e a dire che stava venendo anche lei, e cosi' e' stato, perche' ho sentito il suo succo sulle mie dita.
Quindi le ho riempito il culo di latte, e lei ha lasciato le mie dita piene dei suoi succhi.
Ero ancora in quel culo stretto per un po', ma a poco a poco ci siamo voltati l'uno verso l'altro, e siamo tornati a baciarci, e a carezzarci, e siamo rimasti così per molto tempo.
Infine, ci laviamo come meglio possiamo, ci vestiamo e torniamo davanti al camion.
Poi fumammo una sigaretta, parlavamo ancora, convenimmo di non dirlo a nessuno al ristorante, e convenimmo di uscire di nuovo domenica prossima, perché avevamo entrambi goduto questa serata...
Solo che quel cliente le ha fatto un ictus, ha chiuso il ristorante, e non ho piu' visto Joana, né lei mi ha chiamato.
Stando qui, mi chiamerai mai di nuovo?
Non lo so, ma e' stato buono, tutto qui!
Ancora nessuna reazione.

Si può anche piacere

Osservazioni

Nessun commento. Sii primo!

Entra. per commentare.

Sobre Mim