Consultazione speciale con il dottore sadico
Questa storia è successa quando avevo 13 anni e ero ancora vergine. Mia madre mi aveva portato dal medico di famiglia, solo per qualche esame perché il mio braccio faceva male mentre giocavo a calcio a scuola. Ma questa era soltanto una scusa per fare centinaia di esami...Siamo andati dalla dottoressa Carla (non suo vero nome) ed ha mostrato gentilezza verso me e mia mamma. Il dottore deve essere giovane, circa 25 al massimo. Dopo aver fatto alcune domande, chiese alla mamma di aspettare accanto finché non mi avesse esaminata. Lei tenne la mano ferita stringendola dicendo: "Ora siamo solo noi due"... Senza capire, con un braccio leggermente dolorante ho sorriso. Poi mi ha chiesto di togliermi i vestiti perché stava per esaminarmi. Pensando che fosse una faccenda professionale, ho fatto quello che mi aveva detto. Non essendo mai stato un ragazzo il cui corpo era molto sviluppato, al contrario sembravo più come un bambino che in quel momento era sotto la potenza del medico. Di cosa stai parlando? "Mi schiaffeggiò forte e disse con tono autoritario: "Chiamami signora Carla, d'ora in poi appartieni a me!" Spaventata non sapevo cosa fare. Fu allora che tirò via i miei capelli e mi fece inginocchiare da lei. Poi si sedette sulla passeggiata del paziente e sollevò completamente la gonna, che saliva facilmente. Così si tolse le mutandine ed in un attimo era con la bocca aperta solo per me. Disse: "Vieni qui, schiavo mio, succhiami ora". Fece una faccia disgustosa e mi strappò i capelli. Non so nemmeno perché ma gli piaceva essere sottoposto a quegli ordini. Sapere che lei mi aveva mandato e io ero a sua disposizione mi ha eccitato, così ho iniziato a suonare il boccaglio della dottoressa Carla. Era già bagnata e ha cominciato a gemere quando sentì penetrare dentro di essa la mia lingua. Ho tirato fuori il più possibile della mia lingua e ho continuato a muovermi su e giù in un movimento che l'ha fatta delirare. Quando non ero più stanca, mi diceva di andare avanti. Poi ha detto: "Ascolta schiavo mio, da ora in poi sei solo mio e tutto ciò che ordino sarà un ordine!" Sentendomi come un vero ragazzo del programma le risposi: "Sì signora, ti obbedirò semplicemente"... È stato con una mazza dura quando mi ha spinto contro la bilancia con una mano ed ha stretto strettamente il mio cazzo con l'altra. Gridai e feci un sorriso perverso. Sembrava godersi la mia inesperienza e innocenza. Probabilmente avrebbe dovuto sapere che era la mia prima relazione e approfittare pienamente di questa opportunità. Anch'io mi stavo godendo, ma lei è stata molto imprevedibile e non sapeva fino a quando avrei sofferto abbastanza da farmi correre fuori dall'ufficio. Poi ha afferrato un lungo pezzo di garza e mi ha legato ai piedi della sua scrivania. Le mie braccia erano immobilizzate. Ero sporco e stanco e non sapevo cosa fare. Il dottore ha bendato i miei occhi con un altro nastro di gazza ed è scomparso per un istante. Ho cercato di lasciarlo andare ma non ci sono riuscito. Allora ho sentito la sua presenza mentre tornava passando qualcosa di freddo sul mio corpo. Deve essere stato l'alcol o una sostanza simile. Saltai e lei mi morse la bocca, dicendomi di stare zitta. Fino a quando tutto d'un tratto qualcosa che all'inizio non riuscivo ad identificare entrò nella mia bocca. Lei disse: "Ora schiavo ragazzo dovrai succhiarmi i piedi"... Ho obbedito; era il comando più umiliante che avessi mai ricevuto ma le ho leccato i piedi senza sapere cosa sarebbe successo se fossi rifiutato di farlo. Ancora non credendo in me stesso quando sentii le sue mani dietro di me soffocarmi. Mi stavo esaurendo il respiro implorandola di lasciarmi andare: Lei sembrava non ascoltarmi e continuava a ripetere:"Non mi hai ancora convinto. schiavo, supplica me, chiedi più paura!!!" Non riuscivo ad allontanarmi da me stesso e stavo perdendo i sensi quando cominciai a piangere e gli ho chiesto di smettere che non potevo piu' trattenerlo. Poi lei mi ha rilasciato ed io sono tornata per respirare quasi senza vita. Vedendomi piangere, ha dato una risatina e un altro schiaffo mentre diceva: "Tu miscredente! Chi ti ha fatto piangere?" E' successo un giorno. Mi ha detto di non dirlo a nessuno, salvo che mi facessero contaminare quando andavo per l'esame del sangue. Innocente e fiducioso ho promesso di rimanere in silenzio. Poi mi ha risposto che sarebbe venuta a prendermi da casa qualche fine settimana così avrei potuto trascorrere alcune ore nel suo castello. All'inizio ero un po' spaventato mentre afferrava nuovamente il mio cazzo e diceva: "Allora potremo giocare ancora con la tua pipì"... Così dopo esserci vestiti e lavati, io e mamma abbiamo promesso che saremmo tornati per gli esami. Ed era vero. Sì, l'ho fatto ma prima di quanto mia madre avesse immaginato non è stato fino a quando sono entrata nell'ufficio del medico dove ho scoperto che quello che accadde nella sua sala consultazione era solo ciò che lei chiama un 'appuntamento ordinario'. con tutti questi strani gadget e vestiti se siete interessati alla mia storia mandatemi una email così possiamo discutere idee ed esperienze.
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