Sul letto della padrona - Capitolo 13
- Tutti abbiamo un segreto, con lei non sarebbe diverso...
- E qual è il suo?
In quel momento la curiosità parlò più forte.
Te lo dirò a tempo debito.
- Fermati gratis, Juliano!
Mi lasciava lì a rimuginare e poi se ne andava.
Emiliana) - Ti ho trovata!!! Stava venendo a incontrarci nella stanza.
- Posso andare ora, il tuo Augusto?
- Ora che sei una donna, puoi...
- Vai al terminal?
- Sì, l'hai fatto!
- Ti accompagno io.
- Etah mi sta aiutando molto...
All'epoca, dovevo rilassarmi in modo che non sospettasse che eravamo parenti.
- Come ti ho detto, lunedì il capo è proprio con te.
- Nessun problema, mi scusi.
Ho visto voi due uscire dalla bellissima porta di legno, e sono rimasto da solo con Paterno e immaginando tutto questo il mio rotolo è esploso.
Sono andata a parlare con la guardia di sicurezza prima di chiudere tutto a chiave e di provvedere a tenerlo tutto per me.
Sembra che il piccolo capo fosse obbediente, avesse la casa per sé, camminasse ovunque, sorseggiasse una birra dal frigo e rispondesse a mio fratello.
- Domani dormi qui, perché oggi voglio solo per me!
Sto parlando con la governante.
Ho aperto un'altra birra e mi sono messo in contatto con la camera da letto, ho spento le luci e...
Sono entrata e c'era lui.
- Alzati, mettiti in ginocchio e toglimi i pantaloni.
Lui si e' alzato e si e' inginocchiato sul mio cazzo, mentre io ero in piedi con una bottiglia di birra che aspettava di essere servita.
Prima mi ha tolto lo stivale e poi mi ha sbottonato i pantaloni mi ha tolto l'albero già scoppiando forte, in mezzo alla luce mi piaceva la faccia di quella piccola puttanella carina, volevo cadere sulla mia bocca,
- Colpiscimi, non hai ancora niente da mettere in bocca.
Mi sono seduto sul letto e l'ho guardato sputare e succhiare.
- Vuoi succhiarmi il cazzo?
- Si', si', e' quello che voglio.
- Vieni qui.
L'ho preso per il collo e l'ho tirato, le mie labbra toccando le sue e mentre sentivo la sua mano che mi masturbava sentivo il suo dolce bacio, la sua lingua calda e le mie mani che cedevano a questa situazione che mi stava facendo impazzire anch'io.
Siamo caduti sul letto e lui era sopra di me, il suo culo era il mio destino mentre le mie labbra gli mostravano cosa fosse il piacere, respirava profondamente mentre un uomo lo accarezzava.
Abbiamo passato un sacco di tempo a baciarci, e io con la giusta direzione, un folle desiderio di mangiare quel culo...
- Esce dalla tua bocca...
Poi scendo e lui mi lecca la testa del cazzo.
- E' troppo spessa.
- Il tuo culo si gonfiera' ancora di piu'...
Ti ho ordinato di continuare a succhiare, putzzz che viaggi...
Quel letto comodo, sentendo la tua bocca morbida che mi dava il miglior bacio della mia vita, al punto che le mie palle si trasformavano in un brindisi nella tua bocca, era ogni succhiare su e giù che mi portava in cima, tenere la tua testa e giocare con i tuoi capelli aggirandoli tra il veloce e il lento...
Quando ho toccato il fondo in questo viaggio folle, ho chiesto di fermarmi.
- Vai a prendere una birra al tuo uomo.
Quando ho notato che ero in piedi.
- Se lo fai di nuovo, perderai il cazzo.
Presto si inginocchiò e andò alla porta.
Quella bella stanza, tutta profumata, tutta gustosa...
Mio fratello ha ragione, voglio quella vita, quel bambino sarà mio.
Torno alla stessa posizione del ginocchio.
Ho rubato la birra che avevo ordinato.
- Da quattro nel letto al secondo ordine, voglio vedere quel culo esposto a me.
Mi sono seduto nella poltrona e ho bevuto il gelato, analizzando, che sensazione unica... comandare e non comandare.
- Muovi il culo!
- Proprio cosi'.
Che bella vista, bel culo, birra e il mio cazzo rotto, mi sono alzato e non ho resistito, gli ho preso a calci nel culo, l'ha sentito gemere con la punta della lingua...
Cadde dalla sua bocca in quel piccolo culo liscio che lo stava portando al suo picco, era una miscela di dito e lingua nelle sue viscere, urlò di piacere.
- E' quello che volevi?
Gli ficcherei la lingua nel culo.
- Ora vado dentro, rilassati un po'...
Avevo un gel, avevo un preservativo, e tutto quello che vedevo era lui che chiedeva un cazzo.
- Mettilo nel mio culo...
L'ho lasciato li' e sono andato a prendere un'altra birra, ho camminato per la casa con il cazzo in fiamme, non mi importava niente, sono tornato in camera e stavo gia' per scoparmi il mio piccolo capo.
- Obbediente, come mi pare.
Ho sputato nel corridoio, ho messo la birra sul tavolino e ho gia' tenuto il suo fianco.
Rilassati, lo scopero'.
Lentamente ho guardato il mio cazzo iniziare a forzare la sua strada in, sembrava avere paura, ho cercato di capire che ora il suo culo apparteneva a me, e io stavo inciampando, l'ho tenuto stretto in modo che non sarebbe venuto fuori, e la vista del mio petto strappando era troppo folle.
Calmati, piccolo capo.
Sembrava disperato e in lotta contro la volontà e la paura, il mio cazzo affondando così affettuosamente al punto che con ogni centimetro il suo gemito intensificato.
Fino al tallone, e' come una statua, e io comincio a fare un passo avanti.
Ti faccio un pompino, piccolo capo.
In entrata e in uscita, lentamente e accelerando... urlando, urlando, e la velocità aumentando, stavo pisciando forte in pochi minuti appena sentivo lui rilasciare la mia mano che già teneva lo scoppio.
Prurito dentro e gemendo in un cazzo troppo gustoso, confesso che non ho mai pensato che scopare un culo di quello sarebbe stato così buono, prendendo il mio cazzo dentro guardato quell'anello rosso e ebraico, spinto forte, in un maglione in mezzo al ghiaccio dell'aria condizionata.
Lo trasformava in una foglia che metteva su un pollo arrosto, una gamba per l'aria e il culo disponibile, baciarsi e afferrarsi era il modo in cui si prendeva gioco, si mordeva le labbra mentre affondava e si accarezzava, erano due uomini che si scopavano da matti.
La mia figa esplodeva dalla voglia di scherzare e stavo perdendo la cognizione di quanto stavo picchiando, il letto sembrava uscire fuori posto e lui urlava follemente portandomi in cima, gli ho afferrato la bocca e l'ho annunciato.
- Mi divertirò, capo.
Le mie gambe tremavano di eccitazione e ogni goccia di latte era un brivido, che piacevole sensazione dare un calcio a quel culo, entrare senza pietà e alla fine sentire il suo gemito di soddisfazione.
Poi ti ritrovi a letto, cuore a cuore, piena soddisfazione, piena gioia.
- Ti piace, capo?
- Mi e' piaciuto!
- Ne voglio di più, ora alzati e portami una birra.
- Non sopporto di sollevare Guto, mi hai distrutto il culo.
- Se ti giri e vai...
Si e' alzato una mezza dozzina di volte e si lamenta, ma e'...
Quando è tornato, mi ha dato il gelato.
- Togli il preservativo e lascia il mio cazzo pulito.
Ha obbedito senza mormorare, leccando ogni parte e godendosi il mio divertimento elegante
- Allora vai in soggiorno, vieni solo quando apro la porta, se dormi perdi il bene.
- Fammi fare una doccia.
- No, ti userò comunque...
Esce dalla porta obbediente e ora faccio l'amore su quel letto tutto per me scrivendo con mio fratello.
(Mi sono macellato la mano, penso...)
- Ora è pieno di bugie!
- Sarà obbediente.
- Devi giocare sulla panchina, niente romanticismo.
- Mi rispetta!
- E il segreto?
- Non ti diro' di no... finche' non avro' distribuito l'ultima mano e l'avrò addestrata.
- Mi fido di te.
- Ci occuperemo di questa casa, tu, il capo, io e la governante.
- Falli cadere.
Continua a camminare.
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Scritto da Daniel
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