La mia matrigna è dipendente dal cazzo e dal cazzo grosso (parte 9)
Ma si stava prendendo troppo tempo, così ho iniziato a leggere un libro piccante in cui una donna matura finisce per fare sesso con un ragazzo nuovo. Il libro era così ben scritto che ho preso il vibratore e ho lasciato la mia bottiglia bagnata per Leandro da succhiare.
Quando è arrivato mio figlio stavo quasi scherzando ma ho spento il vibratore e sono andato da lui per fare una sorpresa mi sono avvicinato a lui e gli ho chiesto.
- Com'e' andata la giornata, figliolo?
Dopo quella notte, se non fosse per il lavoro, questa giornata sarebbe perfetta.
(Leandro mi ha tenuto saldamente per la vita, il che mi ha fatto sentire il suo enorme rotolo molto forte)
Lorena: Da dove viene tutto questo?
Leandro, ho pensato tutto il giorno a quello che abbiamo fatto ieri sera, e da quello che ho sentito, non l'hai dimenticato neanche tu.
Lorena, mi hai sentito.
L'ha sentito tutto l'edificio.
Lorena, stupida, non stavo ancora gemendo così forte.
In quel momento ho ritirato il mio rosso persistente che non lasciava nulla all'immaginazione.
Lorena - Hai ragione anch'io sto morendo di una erezione mi stavo masturbando ma tu sei arrivata quando mi stavo quasi divertendo.
Leandro... vuoi goderti la tua puttana.
Lorena, sì, molto, ma non qui.
Siamo andati in camera da letto, e Leandro mi ha gettato sul letto, ha messo le mie mutandine di lato, e ha lasciato cadere la sua bocca sulla mia tasca e sul mio culo.
Il piacere era così grande che tutto quello che riuscivo a fare era tenergli i capelli e chiudere gli occhi.
E gemendo ad alta voce senza preoccuparmi che i vicini potessero sentirmi, tutto quello a cui riuscivo a pensare era di riempire la bocca di mio figlio di derisione e di ricevere una fottutissima sculacciata in cella.
E non passò molto tempo prima che lo sentissi arrivare, così gli afferrai la testa con entrambe le mani e gli dissi che lo avrei preso in giro, e lo succhiava ancora di più.
Mi prendeva in giro ma non si fermava anche se gli chiedevo di fermarsi continuava ad andare ancora più forte fino a quando ho avuto un forte orgasmo e sono diventato completamente debole, in quel momento sento il suo cazzo che vuole entrare nel mio bouquet.
Lorena, aspetta un attimo.
- Leandro, che c'è?
Lorena, ho avuto il mio divertimento, lasciami succhiare un po'.
- Non ne sono sicuro.
- Figlio di puttana.
Leandro - Ingoiate le lacrime, parlate così anche se sembra che non vi stia divertendo.
Mi ha picchiato a morte senza pieta', e la cosa peggiore e' che quel figlio di puttana aveva ragione, mi piaceva essere picchiato, stavo in piedi a quattro zampe per mio figlio e lui mi ha schiaffeggiato il culo finche' non era tutto rosso.
Ma la parte migliore e' stata che mamma e papa' mi hanno scopato forte e mi hanno succhiato cosi' forte che ho fatto rotolare gli occhi e ho quasi riso di nuovo.
Ma ho dato a mio figlio un calcio molto forte e gli ho chiesto di rompere con me e questo è esattamente quello che ha fatto mi ha scopato per molto tempo fino a quando Leandro ha preso in giro il cazzo era così tanta merda che è venuto fuori.
Dopo aver fatto sesso, ci stavamo aggrappando alle cannucce nel letto a riposare, ma qualcuno ha bussato alla nostra porta.
Quando è arrivato mio figlio stavo quasi scherzando ma ho spento il vibratore e sono andato da lui per fare una sorpresa mi sono avvicinato a lui e gli ho chiesto.
- Com'e' andata la giornata, figliolo?
Dopo quella notte, se non fosse per il lavoro, questa giornata sarebbe perfetta.
(Leandro mi ha tenuto saldamente per la vita, il che mi ha fatto sentire il suo enorme rotolo molto forte)
Lorena: Da dove viene tutto questo?
Leandro, ho pensato tutto il giorno a quello che abbiamo fatto ieri sera, e da quello che ho sentito, non l'hai dimenticato neanche tu.
Lorena, mi hai sentito.
L'ha sentito tutto l'edificio.
Lorena, stupida, non stavo ancora gemendo così forte.
In quel momento ho ritirato il mio rosso persistente che non lasciava nulla all'immaginazione.
Lorena - Hai ragione anch'io sto morendo di una erezione mi stavo masturbando ma tu sei arrivata quando mi stavo quasi divertendo.
Leandro... vuoi goderti la tua puttana.
Lorena, sì, molto, ma non qui.
Siamo andati in camera da letto, e Leandro mi ha gettato sul letto, ha messo le mie mutandine di lato, e ha lasciato cadere la sua bocca sulla mia tasca e sul mio culo.
Il piacere era così grande che tutto quello che riuscivo a fare era tenergli i capelli e chiudere gli occhi.
E gemendo ad alta voce senza preoccuparmi che i vicini potessero sentirmi, tutto quello a cui riuscivo a pensare era di riempire la bocca di mio figlio di derisione e di ricevere una fottutissima sculacciata in cella.
E non passò molto tempo prima che lo sentissi arrivare, così gli afferrai la testa con entrambe le mani e gli dissi che lo avrei preso in giro, e lo succhiava ancora di più.
Mi prendeva in giro ma non si fermava anche se gli chiedevo di fermarsi continuava ad andare ancora più forte fino a quando ho avuto un forte orgasmo e sono diventato completamente debole, in quel momento sento il suo cazzo che vuole entrare nel mio bouquet.
Lorena, aspetta un attimo.
- Leandro, che c'è?
Lorena, ho avuto il mio divertimento, lasciami succhiare un po'.
- Non ne sono sicuro.
- Figlio di puttana.
Leandro - Ingoiate le lacrime, parlate così anche se sembra che non vi stia divertendo.
Mi ha picchiato a morte senza pieta', e la cosa peggiore e' che quel figlio di puttana aveva ragione, mi piaceva essere picchiato, stavo in piedi a quattro zampe per mio figlio e lui mi ha schiaffeggiato il culo finche' non era tutto rosso.
Ma la parte migliore e' stata che mamma e papa' mi hanno scopato forte e mi hanno succhiato cosi' forte che ho fatto rotolare gli occhi e ho quasi riso di nuovo.
Ma ho dato a mio figlio un calcio molto forte e gli ho chiesto di rompere con me e questo è esattamente quello che ha fatto mi ha scopato per molto tempo fino a quando Leandro ha preso in giro il cazzo era così tanta merda che è venuto fuori.
Dopo aver fatto sesso, ci stavamo aggrappando alle cannucce nel letto a riposare, ma qualcuno ha bussato alla nostra porta.
Ancora nessuna reazione.
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