Sono stato venduto.
Il mio nome è Paula e questa storia è successa in campo, Colonel's Place. Ho vissuto con la famiglia di mio zio in un piccolo posto, dovevano prendersi cura di me quando mia madre è scomparsa nel mondo. Andò a scuola rurale, era una ragazza magra, capelli neri, culo piccolo e tette come i giorni di mela. I miei zii pensavano che fossi un peso, a malapena abbastanza per sfamare i loro altri figli dovevano preoccuparsi di me.
Un giorno di ritorno da scuola ho visto una macchina parcheggiata vicino alla porta, sembrava uno dei colonnelli della zona. Sono tornato a casa e c'era davvero un colonnello, era seduto sul divano a parlare con i miei zii.
Che ne pensi della proposta, 20 capi di bestiame e un piccolo trattore per la ragazza?
E' una buona offerta, colonnello, credo che la accetteremo, inoltre, lei avrà il meglio e il migliore con lei.
(Sono entrata senza che mi vedessero, ho sentito ma non ho capito, solo quando mia zia è entrata nella stanza e mi ha detto di fare le valigie, mi ha parlato arrabbiata, così ho fatto le valigie, era violenta a volte non voleva disobbedire) poi mi hanno chiamato lì nella stanza.
- Paula, vai via con il colonnello, sii gentile, ti tratterà molto bene da lui, poi ti farò sapere a scuola.
Così sono partito con lui, il colonnello aveva un autista, siamo andati sul sedile posteriore della macchina.
Il colonnello, era una specie di uomo grasso, bianco, alto, denti bianchi e capelli grigi, si sedette accanto a me e io gli abbracciai il braccio dietro le spalle mentre la macchina si muoveva. A quel punto mi prese il mento e si alzò, mi guardò in faccia e mi mise un piccolo timbro sulle labbra, poi mi diede un altro e continuò a dare ai miei labbra diversi piccoli timbri fino a quando mi mise la lingua in bocca, iniziò a succhiarmi la lingua.
- Oh, quanto è deliziosa, quanto è calda una lingua, quanto è calda la lingua di una figa? (risse e mi baciò di nuovo) e alzò le mani e cominciò a impastare le mie tette, baciarmi e impastare i miei seni. Mi vergognavo del guidatore, ma non ci guardò, immagino fosse abituato a questa scena. Il colonnello mi mise sul sedile dell'auto, aprì le mie gambe piccole, tirò le mie mutandine sul lato e lisò il mio cliché, aprì la mia bocca di figa, passò il mio dito e strinse il cliché. Mi è piaciuto. Ma mi fece sedere di nuovo, mi tolse la camicia, lasciò le mie tette distese, mi mise in grembo come un bambino e cominciò a succhiarmi le tette, succhiava forte, mentre succhiava, schiacciò la mia figa sulle mie mutandine. Siamo andati alla sua fattoria come questo, mi ha allattato un sacco di tette, ci ha davvero trasformato le mie tette, quando siamo entrati nella mia casa, ho indossato le mie due gambe rosse, e quando siamo andati a trovare il blocco per le mie gambe, era una cosa molto bella, una casa di nozze.
Rilassatevi, ragazzi, quella stronza e' la mia prima KKK.
Ha preso il mio braccio e siamo saliti le scale che portavano in cima alla casa, siamo entrati in una stanza enorme.
Appena siamo arrivati, ha chiuso la porta, mi ha messo sulla schiena, ha abbassato le mie mutandine sulle sue ginocchia, abbassato i pantaloni e la biancheria intima, e mi ha afferrato da dietro, mettendo il suo cazzo tutto dentro il mio piccolo sedere, è andato subito, senza pietà, ha sentito molto dolore, ha iniziato a piangere, mentre lui stava colpendo e colpendo.
- E' tutto a posto, che figa sexy, sei la mia puttana ora, ti piace il mio cazzo? Em... risponde cane puttana! (ero senza parole) mi ha tenuto per le braccia, tirando indietro, mentre cazzo forte, fino a quando è venuto, così mi ha gettato sul pavimento.
Vai a lavarti, qui c'è un bagno, fai un bel bagno, torno tra un minuto e smettila di piangere, la tua figa è per questo, ferro.
Ha sospeso i pantaloni e ha lasciato la stanza.
Commento, breve, voto...
Un giorno di ritorno da scuola ho visto una macchina parcheggiata vicino alla porta, sembrava uno dei colonnelli della zona. Sono tornato a casa e c'era davvero un colonnello, era seduto sul divano a parlare con i miei zii.
Che ne pensi della proposta, 20 capi di bestiame e un piccolo trattore per la ragazza?
E' una buona offerta, colonnello, credo che la accetteremo, inoltre, lei avrà il meglio e il migliore con lei.
(Sono entrata senza che mi vedessero, ho sentito ma non ho capito, solo quando mia zia è entrata nella stanza e mi ha detto di fare le valigie, mi ha parlato arrabbiata, così ho fatto le valigie, era violenta a volte non voleva disobbedire) poi mi hanno chiamato lì nella stanza.
- Paula, vai via con il colonnello, sii gentile, ti tratterà molto bene da lui, poi ti farò sapere a scuola.
Così sono partito con lui, il colonnello aveva un autista, siamo andati sul sedile posteriore della macchina.
Il colonnello, era una specie di uomo grasso, bianco, alto, denti bianchi e capelli grigi, si sedette accanto a me e io gli abbracciai il braccio dietro le spalle mentre la macchina si muoveva. A quel punto mi prese il mento e si alzò, mi guardò in faccia e mi mise un piccolo timbro sulle labbra, poi mi diede un altro e continuò a dare ai miei labbra diversi piccoli timbri fino a quando mi mise la lingua in bocca, iniziò a succhiarmi la lingua.
- Oh, quanto è deliziosa, quanto è calda una lingua, quanto è calda la lingua di una figa? (risse e mi baciò di nuovo) e alzò le mani e cominciò a impastare le mie tette, baciarmi e impastare i miei seni. Mi vergognavo del guidatore, ma non ci guardò, immagino fosse abituato a questa scena. Il colonnello mi mise sul sedile dell'auto, aprì le mie gambe piccole, tirò le mie mutandine sul lato e lisò il mio cliché, aprì la mia bocca di figa, passò il mio dito e strinse il cliché. Mi è piaciuto. Ma mi fece sedere di nuovo, mi tolse la camicia, lasciò le mie tette distese, mi mise in grembo come un bambino e cominciò a succhiarmi le tette, succhiava forte, mentre succhiava, schiacciò la mia figa sulle mie mutandine. Siamo andati alla sua fattoria come questo, mi ha allattato un sacco di tette, ci ha davvero trasformato le mie tette, quando siamo entrati nella mia casa, ho indossato le mie due gambe rosse, e quando siamo andati a trovare il blocco per le mie gambe, era una cosa molto bella, una casa di nozze.
Rilassatevi, ragazzi, quella stronza e' la mia prima KKK.
Ha preso il mio braccio e siamo saliti le scale che portavano in cima alla casa, siamo entrati in una stanza enorme.
Appena siamo arrivati, ha chiuso la porta, mi ha messo sulla schiena, ha abbassato le mie mutandine sulle sue ginocchia, abbassato i pantaloni e la biancheria intima, e mi ha afferrato da dietro, mettendo il suo cazzo tutto dentro il mio piccolo sedere, è andato subito, senza pietà, ha sentito molto dolore, ha iniziato a piangere, mentre lui stava colpendo e colpendo.
- E' tutto a posto, che figa sexy, sei la mia puttana ora, ti piace il mio cazzo? Em... risponde cane puttana! (ero senza parole) mi ha tenuto per le braccia, tirando indietro, mentre cazzo forte, fino a quando è venuto, così mi ha gettato sul pavimento.
Vai a lavarti, qui c'è un bagno, fai un bel bagno, torno tra un minuto e smettila di piangere, la tua figa è per questo, ferro.
Ha sospeso i pantaloni e ha lasciato la stanza.
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