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Nel letto del capo - Capitolo 3

Pubblicato: 13/05/2024 21:00

Autore: contosdedaniel

Categoria: Gay

- Hai appena preso la polvere, non puoi bere. - Se mia madre lo scopre, mio Dio, il mondo cadra' a pezzi. Non si preoccupi. "Mio Dio, che umiliazione, ma te lo devo". - Amico, sei un adulto, ma me lo devi ancora! Confesso che mentre parlavamo, mi è venuto in mente anche quanto sia gentile il piccolo capo, semplice e che non sembrava nemmeno avere e essere quello che era. Siamo arrivati lì e lui si è alzato come una faccia, la governante è venuta a sondare, - Siete arrivati insieme? - No, non signora. L'ho vista solo salire le scale verso la camera da letto. Sono andato in camera mia, mi sono sdraiato a letto e ho pensato, che vita tranquilla che ho, mi sono tirato fuori il cazzo dai pantaloni, ma, ovviamente, assicurati di tenere la porta chiusa questa volta. La mia figa era dura come la pietra, in un cazzo di arrapato perché non avevo mangiato un secchio per giorni, così il modo era quello di far cadere il latte su, ma lo strano che la visione nella mia mente, era l'immagine di quel magro, il piccolo capo di fronte a me, l'uomo bianco che mi chiama caldo, che mi ha portato un certo arrapato, ma naturalmente ho preferito tenere perché la notte stava per dare un vasino in cui ho catturato a volte. Ho fatto un pisolino quando sono stato innescato. Helena) - (EN) Signor Augusto, devo fare un viaggio urgente, vorrei chiederle di rimanere un po' più a lungo del suo programma. - Capisco, signora. - Pagherò di più. Dato che sei qui da piu' tempo, sei una persona di cui mi posso fidare. - E' qualcosa di serio? - No, ho solo chiesto uno in piu' alla sicurezza perche' saro' fuori. - Molto bene , signora . - Devi dargli tutto il supporto che puoi, hai il mio numero, devi chiamarmi. - Può andare, signora. - Devo prendere Irene con me, ho bisogno di un assistente lì, ma il cuoco rimarrà anche un po 'più a lungo, avranno tutto il supporto. - Proprio cosi'. Quando non il piccolo capo scese le scale, aveva dormito un buon momento e era venuto a dire addio a madre e Irene, l'autista della corte di giustizia stava per portarla in aeroporto. La notte è arrivata e ho avvertito Juliano che non avrei dormito a casa, era tutto sudato dicendo che stava andando a festeggiare con i "cugini", mio fratello era più divertente di me, sono il ragazzo più riservato e senza molto divertimento, il volto della famiglia. No, mia madre mi ha dato ottime raccomandazioni. - La preoccupazione di una madre! - Sono felice di averti in compagnia. La cuoca stava già chiamando per la cena. - Madame Emiliana può andare in pensione. - Vado in camera mia, ho bisogno di una luce. Non voglio restare da sola. - Questo pieno di sicurezza là fuori rsrs non sarà mai solo kkkkk Non avrebbe mai permesso all'autista di cenare con noi. - E' vero, pagherò per una bella giornata, come dice mio fratello. "Oggi ho smesso!" rispose con un sorriso. Abbiamo cenato, e allo stesso tempo abbiamo parlato, i suoi modi erano diversi, sorrideva a tutto... - Volevo chiamarti per una birra . Sono in orario. E' cosi' chic, il piccolo stava ridendo quando ha aperto una birra. - Vado a vedere la tata playboy... - E' questo che pensi di me? - Hai piu' soldi di me, quindi... E io sono il capo del KKK, rideva quando andavo in giro a controllare che tutto fosse chiuso a chiave. L'ho lasciato nella stanza a bere mentre io ero lì a rimuginare. "Potrei mangiare una ciotola e sono qui". Ho girato il lato e tutto era tranquillo, così sono andato a dirlo al playboy, ho girato la casa e niente, fino a quando non sono salito le scale per la suite dell'amante. - Ho trovato quello che mancava! - Dormiro' qui stanotte, raramente ho la casa per me! Ha acceso il suono come ho guardato la stanza è più grande della mia casa, ho notato che lui Indossavo un paio di minigonne, una maglietta a quadri, a piedi nudi, camminavo con una lattina di birra in mano. - Anch'io mi ritiro! Avvicinandomi, il piccolo capo mi sorprese. - Voglio chiederti una cosa! - Cosa sarebbe? Sentivo qualcosa di strano nell'aria, si stava avvicinando sempre di più... - Il giorno in cui sono entrata nella tua stanza. - Cos'hai trovato? - Non riesco a togliermela dalla testa! - E' di nuovo la birra! Ha messo la mano sulla mia uniforme, le sue labbra erano vicine alle mie e io non sapevo come reagire. - Cosa vuoi? - Non lo so. - Ripeti quella scena! L'ho tirato indietro, cercando di distogliere l'attenzione dalla situazione imbarazzante che si stava creando. Scusami, credo che tu mi stia confondendo, sono la tua guardia di sicurezza e il tuo autista, non so dove vuoi arrivare. Il piccolo capo va al cassetto della scrivania, tira fuori un biglietto e lascia andare. - Che ne dici di 200? - Quale fratello? Voglio ripetere la scena che ho visto quando ho aperto la porta della tua stanza l'altro giorno. - Vuoi dire me nuda? - Sì, voglio solo vedere. - Sai che e' molestia, vero? - No, ci stiamo solo aiutando a vicenda, tu prendi quello che voglio e io quello che ti aiuta. - Credi che mi stia vendendo? - Non mettermi le parole in bocca. Iniziai a ridere, perché era molto vicino a me, con le mani appoggiate sul mio petto, i suoi occhi, le sue maniere, il suo modo dolce e calmo di parlare e ballare... - Ti piace? - Mi hai attratto, non so spiegarlo. Come ho detto, non e' la mia fermata. Si voltò e andò di nuovo al cassetto, tornò con altri soldi, lasciandomi confuso. Voglio solo che tu rimanga come sei venuto al mondo, voglio meravigliarmi e vedere se quello che ho visto è reale. - Stai giocando col fuoco! - Ti do 500 reals, con calma... - E domani non avrai più soldi e te ne pentirai. Posso chiamarti così? - Puoi farlo! - Non mi pento di quello che voglio. - Tu esci, io mi spogli e tu entri... - Posso giocare? - No, cosa hai ordinato? - Vediamo! - E' quello che otterrai, non molta libertà. - Non so se ce la faccio. - Che vuol dire, non puoi? - Senza toccarti. - Allora ci fermiamo qui! Continuate a muovervi! Io non vado da nessuna parte . Storie di Daniele Lascia il tuo voto Il tuo commento
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