Sono andata lì nuda, ma ho esitato, e ho dovuto pregare il direttore di non dirlo.
Mi chiamo Marina, ho 25 anni, sono un'esibizionista in luoghi pubblici, e la storia che sto per raccontarvi è successa circa otto anni fa.
Ho l'abitudine di camminare nuda nei luoghi pubblici, prendendo sempre dei rischi, e mi sono cacciata in qualche guaio, ma non mi arrendo.
Se avete letto le mie storie, sapete che ho esposto a Maceió, nella fattoria di un amico di mio padre.
Ancora una volta, ho avuto l'opportunità di andare lì, così l'ho presa.
E' da un anno che non vengo qui a mettermi in mostra.
Il posto era ancora gestito dal signor Evaristo, ma era già finito, con diversi animali che venivano curati da una nuova squadra.
Mi portò in un altro posto, un po' più appartato, perché non voleva che soffrissi per l'odore di escrementi animali.
Mi piaceva il posto, era lontano da dove la gente si occupava degli animali e aveva facile accesso al cespuglio e ad alcuni sentieri.
Aspettavo il tramonto e che gli operai se ne andassero.
Il dormitorio del signor Evaristo era a circa 10 metri da dove alloggiavo, e mi sono avvicinato e ho trovato l'orecchio, sentendo un bel russare, che mi ha fatto sentire al sicuro.
Sono tornato in camera mia e mi sono tolto tutti i vestiti, sono uscito dalla porta, lasciandola lì sdraiata.
Ho iniziato la mia avventura nuda.
C'erano alcune lampade in quel luogo, che davano una debole luce.
Ho proseguito la mia strada, nascondendomi dietro ogni albero o casetta lungo la strada.
Quando finalmente giunsi nella zona dove era la mandria, mi sedetti su una panchina di legno che avevo lì e cominciai a giocare.
Nonostante il forte odore proveniente dagli animali, volevo solo godermi il momento.
I miei gemiti furono soffocati dal suono degli animali.
Stavo sdraiato su quella panchina, a fissare la luna.
Mi chiedevo se saresti tornato, ma ho deciso di prenderti in giro un'altra volta.
Mi stavo toccando, sdraiato su quella panchina.
Quando ho avuto gli spasmi dopo il mio nuovo orgasmo, ho aperto gli occhi.
La mia paura era gigantesca.
Il signor Evaristo era appoggiato saldamente sulla mia testa.
A causa del rumore degli animali, non l'avevo sentito arrivare.
Neanch'io mi aspettavo che venisse, perché quando me ne sono andato dormiva.
- E' sorpresa, signorina?
Mi dispiace, signor Evaristo, ma deve scusarmi.
Sentivo una tremenda quantità di vergogna e una paura ancora maggiore, ed era la prima volta che mi sentivo come se fossi stata scoperta dalla mia famiglia.
Il fatto che gli amici dei miei genitori si fossero vergognati di sapere quello che era successo e lo avessero riferito al personale domestico mi ha ferito.
Quando sono arrivato alla porta del dormitorio, è arrivata un'altra sorpresa, era chiusa a chiave.
Perche' non lo apri?
Ho rinchiuso Marina prima di andare a cercarti.
Il tuo Evaristo ha detto che ti sei svegliato con un rumore fuori, che quando sei andato a vedere, ero io.
Poi ha guardato quello che stavo facendo perche' era preoccupato, ed e' stato allora che mi ha visto uscire nuda.
Visto che ha il portachiavi dappertutto, ha approfittato quando mi sono allontanato per chiudere la porta e mi ha inseguito.
- Ora mi dirai esattamente perche' cammini qui nudo, e poi deciderò se dirlo al mio capo o no.
Per paura, ho raccontato a tutti della mia dipendenza esibizionista, delle cose che facevo.
Quindi la ragazza che hai visto nuda a cavallo un anno fa eri tu?
- Sì, l'hai fatto.
Ho preso una bella botta perche' avrei potuto danneggiare il posto se mi avessero beccato.
- Devo dirlo al capo.
Continuavo a chiedergli di non farlo.
Non e' facile per una ragazzina tenere in braccio un uomo che pesa piu' di 80 chili.
Quando ho visto che non potevo, sono andato alla porta della sua camera e mi sono inginocchiato.
Ha pianto molto, implorandomi di non dirlo.
- Vattene da qui.
- Ti prego, non dirlo alla mia famiglia.
- Vattene da qui.
Poi ha iniziato a tirarmi fuori, e ho urlato.
- Sono vergine, sono vergine, ti darò il mio capretto, ma per favore non contare.
Quello fu il primo momento in cui il signor Evaristo si fermò.
- Davvero? - Si'.
- Si', puoi essere il mio primo.
- Dubito che sia mai successo.
Ho succhiato e sono stata succhiata, ma tu non hai mai mangiato la mia figa, quindi ti prego, saro' la tua puttana, ma non conta.
Poi si è chinato e ha passato la mano sui miei capelli e ha detto:
Ecco cosa farò, ti tolgo quella zucca, ma voglio che sia mia per tutta la durata del mio soggiorno, e voglio che tu faccia tutto quello che ti dico.
Lo faro', lo faro'.
Mi hanno portato in una parte molto isolata del posto.
Siamo entrati in una casetta, molto vecchia.
Ho scoperto che era uno dei vecchi dormitori del personale.
C'era solo un materasso per terra e nient'altro.
Almeno quel posto aveva la luce elettrica.
Non pensavo sarebbe stata la mia prima volta in un posto come quello.
Voglio dire, non riuscivo a immaginare dove sarei finita con la mia pratica.
Ero stato finalmente catturato e non c'era via d'uscita.
Il signor Evaristo si è abbassato i pantaloni, lasciando fuori il bastone.
- Fai il tuo lavoro.
- Non glielo dirai, vero?
- Ci sto pensando, quindi fallo bene.
Presi quel bastone e cominciai a succhiarlo con gusto, e volevo assicurarmi che mi piacesse.
Si è spogliata nella zona in cui vivono i miei genitori, avrebbe potuto fargli un infarto.
- Mi dispiace.
- Non ti ho detto di smettere di succhiare.
- Povero prete, quando l'hanno trasferito dalla parrocchia per colpa tua.
Sapevi che era sposato e che sua moglie era incinta?
- Ti preoccupi solo di te stessa, non sei una stronza?
Ti piace stare nuda, vero?
Non ho capito.
- Lecca bene la mia borsa.
Stavo facendo quello che mi aveva detto di fare, e gli avevo asciugato ogni goccia di sudore dal cazzo.
Poi mi ha spinto sul letto ed e' salito di sopra.
Mi faceva stare con le gambe spalancate.
C'e' stato il mio momento, quando finalmente mi hanno messo un bastone in bocca, e quella bocca doveva piacergli se non voleva essere scoperto.
Non è entrato con il suo bastone tutto in una volta, l'ha solo strofinato su e giù, stimolando la mia piccola vasca.
Piangevo perché mi sembrava un misto di solletico e piacere.
Quindi sei venuto con tutto.
Il tatto di un cataplasma era diverso da quello delle mie dita piccole.
Ha iniziato a mangiarmi.
Allora puttana, che ne dici di non essere piu' una zucca?
Sentivo qualcosa che gocciolava, stavo sanguinando un po'.
Mi ha cavalcato come se fossi un cavallo.
A volte cercava le mie labbra, le baciava e le mordeva.
Non sapevo se mi facevano più male i denti o la barba.
Poi mi sposa quattro volte.
Sentivo che quel membro entrava ancora di più nel mio sesso.
Nonostante la mia paura di essere tenuta in ostaggio da quell'uomo, mi piaceva il suo cazzo.
- Non e' una puttana.
Poi ha accelerato e ha tirato fuori il bastone ed è esploso sul mio piccolo fascio e sulla mia schiena.
Ha iniziato a vestirsi, ha usato un fazzoletto per pulire il cazzo e il sangue dal bastone.
- Sono sporco, cosa devo fare?
C'è una doccia fuori, acqua fredda, se hai bisogno di fare qualcos'altro, usa il cespuglio.
- Ti porto qualcosa da mangiare domani.
- Non me ne vado da qui?
- Non andartene finche' non sara' necessario, perche' non c'e' alcuna garanzia che farai quello che ti dico se hai dei vestiti.
Mi ha lasciato lì.
Avevo paura, non sapevo se avrei mantenuto la parola, sperando che la mia zucca e la mia obbedienza fossero state sufficienti.
Che mi aspetterebbe nei prossimi giorni.
Ancora nessuna reazione.
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