Il padre di Beatriz (quinta parte)
Per i fan di Paula Bruna, prima di leggere questa storia, voglio andarmene.
Questo e' il mio Instagram.
Non sono sicura di essere pronta per questo.
Seguitemi, ma non dimenticate di mandare un messaggio dicendo che il vostro soprannome e' qui dal sito di Contoserotics,
Così posso accettare, altrimenti non accetterò gli inviti.
Ora godetevi la quinta parte di questa meravigliosa storia della mia amica Beatrice.
La storia della figlia.
Per una migliore comprensione, ti consiglio di leggere i precedenti prima di leggere questo.
Parte 5 (Dopo il ballo)
Senza dubbio, la ragazza piu' felice a quella festa di laurea ero io.
In mezzo a quella folla ho tenuto per me il segreto più pericoloso che una ragazza potesse avere, che era il piccolo disegno mangiato da suo padre.
Parte della mia famiglia era lì, oltre ai miei genitori.
I miei compagni di classe, persone vicine e amici intimi stavano fraternizzando con me, ma non si rendevano conto che tutta quella felicità non aveva niente a che fare con il mio diploma, e tutto a che fare con il fatto che il mio piccolo cazzo fosse scopato dal cazzo di mio padre.
Ci comportavamo con discrezione al ballo, ballavamo benissimo, cogliendo tutte le canzoni, approfittando di ogni abbraccio per parlare sporco all'orecchio.
Era molto tardi la mattina quando mia madre annunciò che stava tornando a casa, chiesi di rimanere fino alla fine della festa, e lei mi permise di rimanere a condizione che mio padre fosse responsabile di me.
Egli acconsentì e le assicurò di non preoccuparsi, che dopo mi avrebbe portato nella casa dove si trovava e che mi avrebbe riportato a casa non appena fosse finita.
Mia madre non aveva idea che stesse consegnando il suo piccolo agnello al lupo cattivo, quindi ha accettato.
Avevo appena ottenuto un altro pompino da mio padre, e con il consenso di mia madre.
La verita' e' che papa' stava in un motel di lusso nella suite presidenziale.
Arrivammo verso le otto del mattino, esausti e stanchi dopo tutta quella splendida festa.
Il mio corpo era completamente bagnato di sudore, il mio vestito era tutto bagnato e bagnato e si aggrappava alla pelle, e sotto il vestito corto, le mie mutandine erano super bagnate da gocce di urina, mescolate al seme sputato là fuori a causa dell'estremo desiderio di pica che ho sentito per tutta la notte, le labbra della mia piccola faccia erano tutte sbavate, oltre al sudore, un sacco di sudore nelle mutandine.
Il mio piccolo corpo emanava il dolce profumo del sesso e del desiderio.
Dentro la suite, papà si è spogliato quasi immediatamente, si è aggrappato completamente nudo davanti a me per finalmente avvicinarsi a me, abbracciarmi e baciarmi la bocca.
Potevo sentire il mio sangue bollire, bollire come olio di palma.
Il mio piccolo capezzolo palpitava, sbavava sulle mie mutande, sputando sempre più sperma fresco dal capezzolo sul fondo del tessuto.
Con la mia piccola bocca aggrappata alla bocca di mio padre, ho soffocato, gemendo tutta dengue in quel bacio che quasi non finiva.
Come un vampiro, papa' mi ha succhiato tutta la saliva e mi ha lasciato la bocca asciutta.
Con gli occhi chiusi vidi il mio mondo girare, girare come una giostra a causa del mio ubriachezza, mentre deliravo sulla bocca di mio padre che baciava ogni pezzo del mio collo sudato, la sua lingua che leccava le gocce salate del liquido caldo del mio sudore che scorreva sulla mia pelle, espulso attraverso i miei pori.
Ho supplicato in un sussurro.
Sono sporca, sudata, puzzo di alcol e sudore.
Ma lui ha semplicemente ignorato le mie suppliche, continuando a torturarmi con la bocca e la lingua, asciugandomi ogni pezzetto di pelle dal corpo, che in realtà è diventato ancora più sporco di saliva, che si è mescolato con il sudore.
In risposta alla mia supplica, papà fece un respiro profondo, inalando il vapore e il calore del corpo che il mio corpo stava espellendo intorno a me con la seguente esclamazione.
Odore delizioso di sudore, piscio, lambdoid e tutta la bava.
Chiediglielo tu stesso.
Sbalordita, rimasi in silenzio senza agire, vergognandomi dello stato deplorevole del mio piccolo corpo, ma comunque felice.
- Papà sentirà l'odore di quella pipì nella fontana, proprio lì nel grosso buco della mia bambina.
Imbarazzato ho implorato ancora una volta.
Ti prego, non farlo!
E niente potrebbe ostacolare i suoi intenti.
Mentre lo imploravo a sussurro, la sua mano sollevò la manica del mio vestito finché non toccò il mio fascio e mi toccò le guance, schiaffeggiandomi il sedere e costringendomi a urlargli contro.
- Oh, mio Dio!
Ogni volta che lo schiaffeggiavo, rilasciavo un brutto "ai"
Un altro schiaffo più forte, un <unk> ai<unk> sempre più lungo, e ancora più dengue fino a quando, quando ho iniziato a prendermi sul sedere, stavo già quasi piangendo tutta dengue.
Vado in bagno.
Ero gia' stata completamente consegnata al mio predatore, gettata tra le sue braccia, la frizione appesa alle sue spalle con entrambe le braccia incrociate al collo.
Mi strofinavo su di esso come una puttana in calore, quasi implorando un pompino per alleviare la mia agonia.
Ma con ogni schiaffo gridavo sempre più forte, allungando il mio piccolo corpo, in punta di piedi, con la mia piccola bocca incollata alla sua bocca.
Improvvisamente papà girò il mio piccolo corpo, e io gli voltai le spalle, e immediatamente sentii il suo duro bastone con una barra di ferro che lo puntava da dietro.
La sua lingua mi leccava dalla spalla al collo fino alla nuca, mi faceva contorcermi, sfregando il mio corpo contro il suo, come un cucciolo che offre la coda al suo cucciolo, pazzo di scopare, urlando ad alta voce in agonia e quasi piangendo.
- Fanculo, fanculo, per favore, papà fanculo, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico, ti supplico
Ma lui rideva di me e mi sussurrava all'orecchio.
Ogni cosa ha il suo tempo, arriverà il momento in cui questo piccolo disegno sentirà il mio cazzo che lo rompe.
Nella mia disperazione rispondo.
- Non posso più aspettare papà ... rompimi subito per favore rompimi papà!
Tutta quell'agonia e quel disperato desiderio che provavo, implorandolo di scoparmi una volta per tutte, mettendo fine a tutta quella fame di fica che provavo, era semplicemente a causa della mia mancanza di un buon pompino, che non avevo mai avuto prima.
A tal punto che piangevo già dolcemente agonizzante di piacere, aprendo la mia piccola bocca implorando, supplicando.
Per favore, per favore, per favore!
Ma papa' al culmine della sua esperienza, calmo, mi faceva impazzire con le sue deliziose carezze preliminari che subliminalmente mi legavano per sempre a lui e al suo cazzo.
La sua bocca si aggrappava al mio collo, una delle sue mani accarezzava i miei seni, l'altra, sotto l'elastico delle mie mutandine bagnate, mi torturava in continuazione, su e giù tra le labbra della mia piccola erezione, dal piccolo foro al mio clitoride duro, gonfio e pulsante, che era accarezzato delicatamente con tutto l'affetto da una delle sue dita.
Tutti i miei muscoli si irrigidivano, inconsciamente il mio piccolo corpo si spingeva indietro, strofinandosi sempre di più contro il corpo di papà.
I miei piccoli occhi si sono gonfiati, pieni di lacrime, ma non è caduta una goccia, mentre lì, in piedi, stretta tra le sue braccia, ho vagato urlando di piacere, confinando con la follia totale così tanto piacere.
Papà, infuriato dal desiderio e affamato di una fetta, mi strappò il vestitino nero da cima a fondo.
Non indossavo un reggiseno, quindi i miei seni erano esposti alla mercé del mio predatore, che li prese in possesso.
I miei seni sono stati accarezzati delicatamente, lentamente, succhiati correttamente, leccati, morsi sui capezzoli e sulle aureole.
Il mio petto gonfio, i piccoli capezzoli duri, la pelle biancastra intorno ai capezzoli e intorno alle aureole tutta rossastra, il risultato di tutto quell'affetto.
Non passò molto tempo prima che venisse il turno delle mie mutande, che a differenza del vestito, furono risparmiate solo per essere state tolte con tutta la delicatezza e l'affetto.
L'ho visto in ginocchio davanti a me mentre mi toglieva le mutandine.
Ha messo la faccia sulla mia vulva gonfia, ha annusato tutta la mia figa e ha iniziato a leccarmi l'ombelico, la pancia, succhiando tutto il sudore, finche' non ha messo la lingua sulla mia fessura.
Il mio graffio, sporco di sudore, saliva, sperma e liquido lubrificante, fu semplicemente pulito dalla lingua di papà che gli faceva un vero bagno da gatto.
Succhiava, leccava e si faceva strada nel mio buco del bambino causandomi tante sensazioni, facendomi singhiozzare.
I miei piccoli piedi hanno preso un mezzo passo indietro con ogni passo forzato dalla bocca nel mio piccolo buco, fino a quando il mio piccolo fascio appoggiato contro un cassetto, che mi ha permesso di sedersi su di esso senza dover salire sulle dita dei piedi per esso.
E' stato allora che papa' mi ha fatto sedere sul comodino, mettendovi i piedi, lasciandomi completamente insensibile come una rana.
E il succhiare è continuato per più di mezz'ora portandomi al primo brivido della notte nella sua bocca, seduta proprio lì su un comodino.
Urlavo come un cane randagio nel caldo, le infilavo le unghie in testa, le tiravo i capelli fino a strapparli via.
Il mio fianco tremava mentre gli strofinavo la guancia contro la faccia come una puttana disperata mentre lo prendevo in giro come una sgualdrina.
Gli sono stati eiaculati dei fiocchi di sperma di una ragazzina mentre beveva ogni goccia del latte che gli ho pisciato in bocca.
Ero talmente fuori di me, schernendo intensamente nella sua bocca, versando sperma, il piccolo sniffle che abbaiava con ogni sputo di latte, che non ho notato la follia che usciva dalla mia bocca come,
- Ti amo!!! Voglio essere solo tua!! Ti prego, giura che mi scoperai ogni giorno tutto il tempo? Prometti!! Prometti che mangerai sempre!!
E papa' confermava tutto con la bocca piena di latte.
Dopo che quell'uragano di gioia mi ha sorpassato, papà si è alzato e mi ha messo sulle sue ginocchia come un bambino che va a dormire.
Ho nascosto la mia piccola faccia nel suo collo, abbracciato, aggrappato come un insetto pigro, le mie gambe abbracciando la sua vita abbastanza stretta.
E si muoveva avanti e indietro, cantandomi una bellissima canzone.
Ero semplicemente in una favola, in questa posizione, sospirando come un asmatico, cercando di prendere aria, cercando di riprendere fiato.
E' cosi' che ho preso in giro la sua bocca dopo il ballo.
Ancora nessuna reazione.
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