Zia Martha , per favore .
Marrone con gli occhi di mandorla, sopracciglia ben disegnate, capelli neri ricci, seni pieni e fianchi generosi, come generosi erano le sue cosce.
La piu' bella delle quattro sorelle di mio padre, non c'era nessuno che non girasse il collo in riverenza mentre si infilava davanti a noi.
Era evidente che lo zio Evaristo, il marito, conosceva il fascino provocato da sua moglie, sapeva e amava sapere che attirava gli occhi degli altri uomini.
Ma non era solo gli occhi che attirava, a zia Martha piaceva spingere i confini, specialmente se si trattava di un bel giovanotto, che adorava, un misto di umiliazione ed eccitazione, provocava il soggetto finché non era completamente sopraffatto, dominato e sottomesso ai suoi poteri.
Così Vitor (chiamiamolo così) mi ha raccontato la sua inaspettata storia con zia Marta.
♪ ♪
- Come stai, zia?
- Buongiorno, mia cara.
- Accetto.
- Hai dormito bene?
- L'ho fatto io.
- Non ho detto niente.
- Dove sono andati gli altri?
Ora siamo solo io e te.
- Non vai?
- Vengo con te, ma prima voglio parlarti.
- Vieni con me!
Si è seduta sulla sedia accanto al tavolo e ha incrociato le gambe mostrando le sue cosce abbronzate, questa mia cugina ha quasi perso il fiato, i suoi seni soffiavano da dietro il suo reggiseno da bikini arancione e le sue cosce incrociate brillavano.
- Volevo parlarti di una cosa.
La zia Martha fissò questa mia cugina con quegli occhi bellissimi. Il sorriso bastardo si formò gradualmente su quella faccia rotonda. Studiò la faccia come se fosse un topo di laboratorio. Il gomito poggiato sul bordo del tavolo, le dita unite levigando delicatamente il mento. Il soggetto stava diventando goffo, stava indovinando cosa voleva.
- Ti ho visto ieri sera, Vitinho.
- L'hai visto!
Il cuore gli stava quasi uscendo dalla bocca, e lui era in preda al panico cercando di immaginare una spiegazione.
Non me l'aspettavo da te.
- Da parte mia?
- Non lo so.
- Che cos'è?
- Le mie mutandine in bikini, quelle rosse che hai preso.
Ha detto che non sapeva dove mettere la sua faccia, che se potesse, avrebbe scavato una buca e si sarebbe seppellito.
Non so cosa mi sia preso.
So come vanno queste cose, e' per questo che volevo parlarti da sola.
- Non lo farò più, zia, lo giuro.
Il ragazzo quasi piangeva, e a lei piaceva così. Voleva vedere suo nipote umiliarsi davanti a lei. Lui sorrideva e allo stesso tempo parlava con voce dolce.
- Non conto, ma dov'è?
- L'ho appeso al palo fuori.
- Che peccato.
Ha detto che all'epoca non aveva capito, che aveva visto che eri un po' delusa.
- Come mai?
Volevo vedere il segno, la macchia che le hai lasciato.
- Come fai a saperlo?
Ha riso, quella risata di una donna matura, una donna sicura di sé, padrona della situazione.
Lo so, ogni donna sa cosa fa un uomo quando porta le sue mutandine in camera da letto, specialmente le giovani, le giovani sono le peggiori.
- Giuro che non lo farò più.
Lo so, tesoro, non ne hai bisogno.
- Puoi permettermi di non farlo, lo giuro.
- Lo so, lo so che non lo sai.
Il ragazzo si stava calmando, lei rideva affascinante, il suo piede oscillava in modo sensuale.
- Beh, allora io vado...
Si', ma mi devi un favore, non credi, dopotutto?
- Scusa, ho detto che non sono più zia.
Lo so, tesoro, ma ho bisogno del tuo aiuto. Una mano lava l'altra. Ti ho prestato le mie mutandine.
- E poi cosa?
Marta lasciò uscire una breve risata, chiuse la bocca con le dita insieme, scuotendo leggermente la testa e guardando i suoi piedi.
- Poxa Vitor, se solo le mutandine avessero ancora i segni, accetterei solo per riaverle, ma visto che hai ripulito, potresti farle vedere a tua zia.
Lei gli ha fissato la vita, e il cazzo del ragazzo ha iniziato a crescere, e il ragazzo voleva disperatamente restringersi.
La zia sa come vanno queste cose, quindi mi rende ancora più curioso.
So che non ha nemmeno dato al ragazzo il tempo di pensare, ma in un secondo, il suo costume da bagno gli arriva alle ginocchia e poi ai piedi.
E' un ragazzo grosso, e molto grosso.
- Tiaaa, ti prego!
Non avrei mai immaginato che le tue tasche fossero così grandi, tuo zio non è così.
- Che cos'è?
Non gli ha dato un secondo, e poi le sue dita si sono intrufolate nei sacchetti, le sue sottili unghie hanno graffiato la pelle, ed è diventato sempre più eccitante, e il cazzo di suo cugino è diventato più ripido e più duro, e ha detto che avrebbe anche palpitare.
- Il nostro Victor... così peloso... e rosso... così alto... è per questo che le bambine ti tengono d'occhio, lo so... tua madre, mi ha detto, sa come sono le madri... siamo tutti molto gelosi.
Ha dato quella bella risata, mostrando i denti allineati tra le guance luminose.
- Non conta per Flavia, vedi!
- Non saprei.
- I segreti, i nostri segreti, ci sono, ci sono!
I suoi occhi brillavano.
Perché non lo metti in bocca a tua zia?
Era la cosa migliore che avesse mai provato in vita sua. Quando ha iniziato a baciare la punta del bastone, passandogli la lingua e girandosi, è quasi salito sui muri. Eravamo solo sospettosi, ma Vitor ha confermato che sapeva come fare un bacio. Oh! Come sapeva.
A poco a poco stava diventando sempre più abusata, stava ingoiando l'intero baule, stava riempiendosi la bocca con lo scopare di Vitor e guarda non era così piccolo, questo è quello che mi ha detto.
Lo era, finche' non e' soffocata.
- Devi pensare che io sia delizioso, vero? A zia piace, a chi non piace? Inoltre, questo sapore acido sulla punta. Questo sapore di un uomo pervertito. Non c'è nessuno a cui resistere.
Lei rise e leccò la testa del bastone molto lentamente, lui tenendo il bastone in faccia e lei grattando il petto e la pancia con le unghie bianche.
- Se ti chiedo un favore giuri di farlo, vero Vitor?
- Che cos'è?
Heinnnn... riempi la bocca di tua zia, hmm? Ti prego... non me lo merito. Dopo tutto, ieri, hai macchiato le mie mutandine. Immagina se tuo zio lo scopre, hmm? Come ti senti, povero me...
Parlava con voce piangente nello stesso momento in cui prendeva il controllo dell'albero, prendeva il controllo del bastone, lo scuoteva forte, tutto si attenuava, faceva una sega a mano meglio di molte puttane.
Flavia è gelosa di te, così forte, così caldo, ancora più bagnato, così ... andiamo, andiamo, in faccia di tua zia, in bocca!
Mio cugino diceva che stava in punta di piedi, le gambe gli tremavano, e cominciava a schernirsi, i getti uscivano, e macchiava la faccia di sua zia, e poi si riempiva la bocca.
Vado in bagno.
Mio Dio, che ragazzo!
Era cosi' piena di stronzate che ha perso la timidezza.
Apri la bocca, zia Martha.
- Sembra che anche tuo zio... chi eredita non ruba. Oh, mi hai viziato tutto. Sta perfino gocciolando sul mio petto. Che ragazzo, quello! Peccato che non possa dirlo a Flavia.
Aprì la bocca e ammirò la loro cazzo di lingua lattiginosa le strisce bianche che le grattavano la faccia facevano la zia Martha sembrare ancora più una puttana gli succhiava persino le dita mentre si vestiva
Digli che sto finendo e torno subito.
La signora non vuole che venga con te.
E' tardi, qualcuno potrebbe sospettare, sai com'e' tuo zio, non me ne frega un cazzo, soprattutto con i tuoi genitori la' fuori.
- Devo parlare con la signora.
Ora vai, assicurati che non si agiti, che non dica niente.
Ha detto che ha cercato di baciarla e lei ha a malapena lasciato andare, e il ragazzo se n'e' andato in fretta, e le ci e' voluto un po' per arrivare in spiaggia, e dallo sguardo che gli ha dato un'ora fa, ha capito il motivo del ritardo.
Ancora nessuna reazione.
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