Io e il mio "titio". Prima esperienza di VDD.
Per quattro settimane ho visto il padrone di casa di mio zio mangiare la cameriera nella casa più piccola dell'isolato.
Fingevo di andare a dormire, dicevo buonanotte agli zii e aspettavo.
Quando ho sentito la porta della stanza della cameriera scricchiolare, ho aspettato con orecchie attente.
Aspettavo circa quindici minuti, poi andavo dietro casa, scalavo il muro e fissavo.
Ero giovane, ma mi piaceva già sentirmi eretto, solo che non sapevo che fosse eretto all'epoca, pensavo solo di poter sentire la mia figa palpitare, e mi piaceva così tanto, che si bagnava tutta, e ne usciva un ago odoroso, e mi piaceva mettere le dita nella figa e succhiarla.
Mia madre era separata e mi mandava sempre da mio zio per stare da sola con i miei fidanzati.
Adoravo andarci perche' il padrone di casa era un po' vecchio, bello, barbuto e aveva un cazzo gigante che usava per colpire la cameriera.
Il vecchio padrone di casa sapeva che stavo guardando.
All'inizio, quando mi vedeva nell'oscurità, a sbirciare dalla finestra chiusa, chiudeva la tenda sul mio viso.
Ma non appena sono tornato, ha iniziato a lasciarlo aperto perché lo guardassi.
Cominciava sempre con papà che gli succhiava il grosso cazzo, e lei succhiava, e succhiava, e succhiava, e metteva tutto in bocca, e sputava sul cazzo, e succhiava di nuovo, e a volte soffocava, ma non smetteva di succhiare.
Era nudo dalla vita in giù, ma con una camicia con i bottoni aperti, con i peli sul petto che si vedevano, aveva circa 50 anni, credo, ma era forte, barbuto, bruciato dal sole, con le gambe spesse, brutale.
Avevo già baciato sulla bocca in quel momento. Ma ho baciato i ragazzi della mia età, erano sgradevoli, con il pene piccolo. Una volta ho chiesto a uno di loro di mostrarmi il pene, quando l'ha tirato fuori ho iniziato a ridere e sono scappato. Era molto diverso dalla piruetta del padrone di casa, che era un grosso rotolo scuro. Bello da vedere.
Ma quando tornava, dopo che la cameriera, Dada, gli succhiava il cazzo, lui le diceva di alzarsi e di girarsi il culo. Lei si girava e lui le dava un pugno, in piedi, alcuni giorni le dava un pugno proprio nel mezzo del culo, altri giorni le dava un pugno proprio nel mezzo del culo. Quando lei era sul suo culo rosa, lei urlava più forte. Urlava più forte. Sembrava che soffrisse. Ma poi lei iniziava a chiedergli di dare un pugno più forte. Lui la picchiava così forte che diventava rossa e sudava.
Ho persino dimenticato la cosa più bella: lui la colpiva mentre mi guardava, proprio dietro gli occhi, e se lei mi vedeva, faceva finta di non vedermi, perché non mi guardava mai.
Volevo entrare nella stanza, sedermi sulla sedia e guardare da vicino, per vedere il suo cazzo salire sul suo culo rosa, dentro e fuori da quel cazzo grasso.
Poi lui la prendeva in giro dentro la sua bocca, e lei lo ingoiava tutto ridendo e guardandolo, e io pensavo a me stessa che volevo essere come lei quando fossi cresciuta, succhiando i cazzi degli uomini e chiedendo loro di versarmi del latte in bocca, e bevevo un po' anche io.
Ma per il momento, non potevo prenderne un rotolo con me, no, ero vergine, il mio secchio era a malapena peloso.
Ci infilavo le matite e giocavo finche' non mi veniva il brivido.
Dopo aver finito, le dava una pacca sul culo e le diceva di andare a dormire, e io aspettavo un po' e poi andavo in camera mia.
Stavo sveglia fino a tardi a pensare al padrone di casa, a lui e a levigare il mio prato.
Durante il giorno, il padrone di casa non mi toglieva gli occhi di dosso, e ricordo quanto fosse bravo, mangiandomi con gli occhi, e io indossavo abiti molto corti senza mutandine, e un giorno mia zia l'ha quasi visto.
Fino a quando un giorno non ho messo a punto un piano.
Mi ci è voluto molto tempo per trovare il coraggio, ma prima di questo, l'ho visto sgattaiolare la cameriera così tante volte, guardandomi e infilarsi nel suo piccolo e grasso copricapo, con i suoi seni che saltavano e battevano sul tavolo, e a volte andavo a vederlo nudo da solo a giocare a Punheta, guardandomi sempre, chiamandomi con gli occhi.
Poi un giorno ha pranzato nella casa grande, e mio zio ha invitato tutti a pranzo insieme, compresa la domestica Dada e la governante Tio.
Così mi sono seduto accanto a lui. Poi, nel bel mezzo del pranzo, quando ne ho avuto l'occasione, (mio zio rispondeva a una chiamata in salotto e mia zia, insieme a Dada, preparavano il dessert in cucina) ho preso la sua mano da sotto il tavolo e l'ho messa nella mia brocca già bagnata e ho parlato così, molto piano:
- Zio Ignacio, quando posso andare in camera tua così puoi lisciare la mia figa per me?
Mi ha detto di si', che potevo andare quando volevo, e gli ho chiesto se potevo andare quella sera, e lui ha detto di si'.
Ho aspettato tutto il giorno, quando era notte sono andato lì, la porta del cottage era già aperta, e lui era con il suo bastone grande fuori molto duro in attesa di me, lisciando il suo bastone.
Ricordo che i miei seni erano così piccoli all'epoca, due cupcake sgradevoli, eppure a lui piaceva leccare la piccola parte dei miei seni con una lingua calda e bagnata, e passava molto tempo a leccare e a colpire, ma questo è successo col tempo.
Quel giorno, sono entrata nella stanza con un maglione fiorito e mi sono seduta sul letto.
- Cosa vuole fare la mia puttanella?
Ho detto:
Metti la tua lingua bollente sulla mia griglia, zio.
Poi mi ha sdraiato sul tavolo di legno, ha lasciato la porta spalancata, ha tirato via le mie mutandine e ha iniziato a leccare il mio becco senza peli guardandomi. Molto lentamente, come avevo immaginato. Una lingua ruvida che passava attraverso il mio becco senza peli. Ha passato la lingua da sotto alla noce. Poi ha succhiato la noce volentieri, passando la lingua bene attraverso di essa. Mi giravo fino ai miei occhi. Dentro pensavo di voler essere leccata per sempre da mio zio il padrone di casa. L'ha leccata facendo un rumore, un rumore che mi piace sentire ancora oggi.
Poi leccava piu' veloce, piu' veloce, piu' veloce, finche' non ho urlato e ho lasciato cadere un sacco di bambini dal secchio.
Ho promesso a me stesso che sarei tornato ogni giorno finche' mio zio non mi avrebbe mangiato il culo rosa come aveva mangiato quello di mio padre.
Ma ha detto che ci sarebbe voluto un po', prima mi avrebbe fatto un pompino e io avrei fatto un pompino a lui.
Mi inginocchiavo ai piedi di mio zio e gli succhiavo il mastello come nessun idiota Dadaista l'ha mai fatto, e anche se la mia bocca era più piccola, ho lottato per ingoiare il suo cazzo fino alla gola.
Non mi importava che lui fosse mezzo vecchio e io giovane, perche' dove avrei trovato un cazzo grosso come il suo da infilare nella mia piccola bocca?
E poi gli succhiavo il cazzo, e sfregavo le dita sulla mia piccola griglia, e a volte lo prendevo in giro di fronte a lui, tanto che mi piaceva succhiare il suo cazzo, perche' mi intascava la piccola bocca piena, e era spessa con una testa pesante e liscia, e lui mi diceva:
Stronza, succhi il cazzo di tuo zio sexy, lo succhi mentre i tuoi zii dormono e la stronza di tua madre lo sta dando al suo ragazzo.
Piu' diceva queste cose, piu' mi piaceva succhiargli il cazzo e piu' mi bagnavo, e poi si prendeva gioco della mia piccola bocca, e ne usciva un sacco di latte, e bevevo Nescafé.
Ma non è finita lì. Si girava e mi succhiava il cazzo e mi infilava il dito nel sedere. Poi si succhiava il cazzo e mi infilava il dito nel sedere. Mi divertivo tantissimo con la mano di mio zio. Gli chiedevo di non smettere mai di succhiarmi il cazzo e di leccarmi sempre il cazzo con la sua lingua bollente. Lui mi prometteva di sì e che un giorno avrebbe infilato il cazzo nel mio cazzo. Mi diceva che mi avrebbe fatto a pezzi. Che avrei urlato come un hot dog. Sognavo quel giorno tutta la notte.
Fino a che un giorno mentre eravamo là fuori a succhiarci l'un l'altro il mio zio è uscito dal nulla ero così nervoso il padrone di casa stava lì a fissare la faccia di mio zio ma il cazzo del padrone di casa è rimasto duro
Mio zio ha riso, ha levigato il suo bastone e ha chiuso la porta.
In quel momento ci ho pensato, ho riso e ho continuato a succhiare il cazzo a mio zio.
Ancora nessuna reazione.
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