Ho succhiato il mio capo parte 3
Il mio capo è geloso .
Mi ero scopata il mio capo.
L'esperienza non era quella che speravo, e avevo fame di altro, e la mia ambizione è cresciuta solo dopo quel pomeriggio in macchina.
L'ho vista con occhi diversi, ma il legame tra noi sembrava distante. Lei aveva più esperienza e mi sentivo perso, non sapendo con certezza cosa voleva. Una cosa era certa: non avrebbe perso tempo con un ragazzo come me.
Aveva potere, era influente, e tutti la ammiravano, e non riuscivo a capire perche' avesse scelto me per farle un pompino, tra tutte le altre opzioni.
L'idea che lei vedesse altre persone mi ha consumato. Sono diventato paranoico, pensando a lei tutto il tempo. Ho fumato per cercare di dimenticare, ma ho finito per cercare le sue foto su Internet. Conosco i lettori, sembravo un clown, ma quando ti innamori di una donna potente, è difficile rimpiazzarla con qualcun altro.
Quella foto, che ho visto accidentalmente sul suo cellulare, mi ha lasciato un'impressione profonda, ed è stato il grilletto per tutto quello che è successo dopo. Ho succhiato il mio capo, ho leccato il mio capo, ho mangiato il mio capo. I nostri corpi erano connessi, anche se solo per un momento.
Lavorare in una scuola è sinonimo di feste e sorrisi finti, e dover socializzare con persone che non sopporto solo per mantenere il mio lavoro è il tipo di cosa che mi mette sotto pressione.
In una di queste confraternite, il mio capo era esuberante, tutti gli uomini alla festa la guardavano con discrezione, alcuni non si mascheravano nemmeno, la mangiavano con gli occhi.
Uno degli uomini era il professor Altair, un uomo di bassa statura e calvo, ma con una presenza sorprendente. Nonostante il suo aspetto, era molto forte e aveva un fascino che ha attratto molti degli insegnanti della scuola. Alcune voci che il mio capo stava dando a lui, ha cominciato a emergere nella scuola, mi ha ferito.
A quella festa non ha tolto gli occhi dalla Madonna, era vestita, il rabbino le ha mostrato e stava mostrando la forma delle sue mutandine tra le natiche, solo per immaginare quel culo e quel bouquet ho già il rotolo di idromele.
I suoi occhi si incontrarono con i suoi in un gioco di seduzione reciproca, mentre io mi sentivo invisibile. Il dubbio mi consumava: mi voleva solo per soddisfare i suoi desideri o significavo ancora qualcosa per lei?
Si lanciava nelle braccia di Altair per tutta la notte, ballando e prendendolo in giro, la sua forza contrastava con la mia, e mi sentivo sempre più piccola mentre li guardavo.
Il mio capo beveva molto, sorrideva a tutti e di tanto in tanto mi guardava cercando di provocarmi ma io non prestavo attenzione così faceva finta di ignorare, ero gelosa di lei, volevo quella matura solo per me, solo io potevo succhiare la sua figa, solo io potevo metterla a sedere sul mio rotolo.
Avevo bevuto un po' troppo, e ho deciso che era ora di andare a casa, e mentre camminavo sulla rampa della scuola, i miei sensi erano offuscati quando ho sentito una chiamata.
- Dov'è che vai?
- E' il mio turno, congratulazioni per la festa, è stato fantastico
Non vuoi prolungare la festa con noi?
Non voglio interrompere niente tra te e Altair.
Non devo spiegarmi con te.
Le sue parole mi toccarono profondamente. Avevo dei sentimenti per lei e mi aspettavo qualcosa di più, ma lei, essendo il mio capo, sembrava essere su un piedistallo.
Me ne sono andato senza dire niente.
- Claudio, non volevo turbarti.
Riuscivo a sentire sullo sfondo la porta di metallo che si chiudeva e le risate degli insegnanti, specialmente di Altair.
Il giorno dopo, mi ha chiamato nel suo ufficio tramite WhatsApp, cosa che ho pensato fosse strana, dato che normalmente un dipendente mi avrebbe avvisato di persona.
Appena entrai dalla porta, lei venne verso di me, con gli occhi pieni di rimpianto, sussurrando nell'orecchio, confessando quanto fosse dispiaciuta per le parole pronunciate alla festa, e assicurandomi che aveva pensato a me per tutto il tempo. Aveva bisogno di spiegarsi.
Mi ha chiamato fuori da scuola e ha suggerito di incontrarci in un hotel questo pomeriggio, ha detto che avrebbe inventato una scusa per i computer per non destare sospetti.
Avevo bisogno di sentire le sue spiegazioni, anche se in fondo sapevo che non sarei stato convinto.
Abbiamo portato la sua macchina al motel, la stanza era semplice, niente di sofisticato.
- Claudio, ogni secondo con te è stato magico. Il tuo bacio mi ha tolto il fiato e il tuo tocco mi ha calmato. Mi scuso mille volte per il modo in cui ti ho trattato. Mi dispiace per te, e mi dispiace anche per me stesso. Mi sono innamorato di te.
Perché lei era bassa, giocava bassa e faceva appello ai sentimenti, io fingevo di essere commosso, fingevo di credere, e poi giocavo con lei.
Si', ti piace provocarmi, ieri mi e' stato difficile vederti sgattaiolare un altro uomo.
Abbiamo fatto un grande sesso quel giorno, si è spogliata e ho potuto vederla nuda per la prima volta di persona, oltre alla foto che avevo visto sul suo cellulare.
Mentre lei si sedeva su di me, i suoi seni saltavano insieme e le battevano la pancia, guardavo i suoi duri becchi, a volte la tenevo sotto i suoi seni e sentivo il suo sudore sulle mie mani, che si diffondevano sul suo corpo, stringeva la sua vita.
L'ho lasciata alle 4 sul bordo del letto, mi sono fermata dietro di lei e le ho fatto vedere, ho premuto il mio corpo contro il suo, volevo infilarle le palle in grembo, lei gemeva e implorava di più.
Io eiaculio sui suoi seni mentre lei mi succhia, lei si sforza di spargere il mio sperma sul suo becco, e' tutto fottuto!
Eravamo di nuovo a posto, ma il motivo per cui voleva tornare era ancora un mistero.
E vi e' piaciuta la terza parte?
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