Ho perso il mio sigillo.
Erano le nove del mattino del 30 aprile. Scendi dall'autobus che mi portava in centro città. Il mio obiettivo: andare all'ufficio postale e spedire la mia domanda di lavoro. In quel giorno ho scelto l'Ufficio Postale Centrale di San Paolo perché avrei fatto anche altre cose lì. Quella mattina i miei pensieri volavano senza fermarmi su niente di speciale. Mi sono fermato a guardarlo, passando sopra gli occhi. Era un uomo che sembrava avere circa 40 anni, abiti ordinari ma con buon gusto e corpo ben definito; doveva essere alto 170 metri e pesare 73 chili. In quel momento i miei occhi malvagi cercarono di vedere più di quello che poteva essere visto sui suoi vestiti, cercando di indovinare cosa quei pantaloni nascondessero nel mezzo delle sue gambe. Ero così assorbita da non rendermi conto che l'uomo mi stava anche guardando. Quando alzai lo sguardo il mio viso divenne rosso per esser stato catturato dai miei pensieri più segreti. Lui sorride comprensivo e si rivolge a me chiedendomi se potessi fargli un favore inviandogli lettere perché con una agenzia piena potrebbe perdere qualche affare in ufficio. Io dico che non c'è problema, così lui mi passa le lettere anche a me cinquanta reais dicendomi di poter tenere il resto o se volete restituirli posso andare all'indirizzo sulla carta che ha passato nelle mie mani. Meto giù le carte e esco per la strada con quella carta in mano ed un cuore che batte più velocemente, ora cosa? La riporto o no? A poco a poco sto calmando me stesso e decido di andare all 'indirizzo. Entro nell'edificio indicato e cerco la stanza, che era al quinto piano. Arrivo alla porta, il mio cuore accelera, suono il campanello e aspetto. La porta si apre e un sorriso familiare mi dà il benvenuto. Era quest'uomo. Mi invita dentro e si presenta come Carlos. Chiede se voglio qualcosa da bere, dice che questo è il suo ufficio ed è una rappresentanza delle vendite. La sua segretaria non era arrivata al lavoro quindi ha girato per fare la routine dell'ufficio. Abbiamo iniziato a chiacchierare, conoscerci l'un l'altro. Poi mi ha chiesto con tatto se avessi o meno esperienza con un altro uomo. Ho detto di no. E poi mi ha domandato perché lo guardavo così tanto tra le gambe mentre lavoravo lì. In quel momento il telefono squilla, si scusa e risponde. Sono seduto su un divano accanto alla mia scrivania ed egli è lì in piedi davanti a me che parla al telefono. Non posso fare a meno di guardare giù le sue gambe mid-legged; da questo tempo ho già visto qualcosa muoversi all'interno dei suoi pantaloni. Il suo strumento inizia a diventare duro solo centimetri dal mio viso. Arrossisco, ma non riesco a staccare gli occhi da lui. Si accorge di tutto, e se ti avvicini ancora più vicino con una tenda armata, è abbastanza tortura. Vede la mia scomodità, mi guarda con un sorriso scontroso e chiede se può avvicinarsi. Non gli dico niente; poi si appoggia con il corpo contro la mia faccia. Abbassa la mano e mi schiaccia forte in un angolo della tasca. Io non posso sopportarlo più, così metto le mani su quel boccaglio accarezzandolo sopra i suoi pantaloni. Appende il telefono e rimane lì immobile. L'agnello ed il lupo sono di fronte l'uno all'altro:
La bestia era bellissima, un rotolo lungo circa 20 centimetri per 4,5 di circonferenza, arrotolato e con la testa ben definita. Io lo accarezzavo affettuosamente; lui si alzò sospirando dal desiderio. Le sue mani mi atterrarono sui capelli tirandomi il viso più vicino alla voluta. Ho tenuto questa cosa meravigliosa guardandola molto da vicino sentendo il leggero odore che emanava, l'ho baciato dolcemente, Carlos ha strofinato il rullo sul mio volto mettendomi forzatamente sulla bocca fino a quando non ho aperto la bocca ed abbracciata leccandomi avidamente. L'ho baciato dappertutto, prestando particolare attenzione alla sua piccola testa e muovendo la lingua delicatamente attraverso di essa sentendola tutta... quanto deliziosa!
Dopo di che, mi alzai dal divano e ci abbracciammo affettuosamente con Carlos ora passando la sua mano sulla mia bundana consegnata. Mi voltai indietro per essere ridotto in piccole dimensioni, sentendo questo bastone forzare il mio buco del culo. Passò l'amorevole lingua nel mio collo Ci siamo separati e si spogliarono. Poi ho potuto vedere tutto quel corpo nudo. E lui vedendomi nuda ha anche detto "La tua bundanna è come ti immaginavo quando ti vidi lì all'ufficio postale, bellissima!" Ero delirante con quelle parole e i baci che Carlos mi ha dato sul collo. Non potevo più resistere, così gli ho chiesto di porre fine a questa tortura immediatamente: "Mangiami, sii un mio uomo, ficcati il cazzo nel culo perché non posso più agire".
Ha iniziato a punirmi il sedere, si è piegato per aprire la mia chiappa baciandomi e leccando il culo; ho sospirato , "Hummm, gustoso, mangiami, mangimi!" ha implorato. È rimasto così per molto tempo. Poi alzandosi ha posizionato la pinza sulla gola facendo carezze con la piccola testa che lo passava lentamente su tutti i miei glutei. Dopo di ciò, ha messo della crema nell'anello, ha posto un preservativo e puntato spinto quel rotolo delicatamente nel mio culo. Ho sentito entrare la sua testa, non mi ha più dato il tempo di vedere la mia reazione, ho sospiro"suoi!", E cominciai a contrarre il culo tenendolo in alto e rilasciando il suo cazzo. Poi ha iniziato a spingere il resto di esso avanti e indietro deliziosamente! "Non è carino?" chiese lei, "non fermarti" lo implorai. Appoggiandosi alle sue gambe pelose, salendo e scendendo nella sua tasca, sentendolo andare e venire: "Che buon sapore! Mangiare così!" Sentivo le palle che mi colpivano il sedere ed egli accelerava respirando pesantemente. Diceva cose che per me non avevano alcun senso: "Mi divertirò piccola puttana! Ti riempiro' il culo pieno di cazzo, che bel cuscino! Il tuo uomo lo riempirà con latte". E poi ha tirato un altro sospiro profondo, urlato e iniziato a prendersi gioco del mio sedere, quindi si è fermato in modo da poter godermi sentirne il pisello dentro al mio culo. Ci siamo riconnessi, abbiamo parlato un po' di più dicendo addio con un ultimo bacio che mi sono assicurato di dare nel suo ruolo. Ora ho una amica che mi trasforma sempre nella sua femmina. Ah! Un'ultima cosa lo scambio completamente dimenticato, gli ha appena dato il mio sigillo. Per ora questo è solo un racconto, chi sa realizzarlo con me, huh?
Ancora nessuna reazione.
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