Il nostro punto debole
Ciao, mi chiamo Leonardo, nell'ultima storia ti ho detto come ho scopato mia sorella sul campo sportivo vicino alla nostra casa il 7 settembre vacanza, oggi ti raccontero' del tempo in cui l'ho scopata nella lavanderia. Beh, era un sabato mattina e mi sono svegliato presto e non potevo più dormire, era circa 7:30 quando sono andato a bere acqua, tutti dormivano ancora (fino a questa mattina, il sabato, era l'alba per noi) e poi ho sentito un rumore proveniente dalla zona di servizio, quando sono andato a vederlo, era mia sorella, ancora in pigiama (ha indossato un breve breve e una breve giacca che appena coperto Vedendola in quella posa, appoggiandosi sul lavandino, con la metà dei pigiami bagnati, una parte dei capezzoli duri che lampeggiano, quei pantaloncini sparsi su il suo delizioso culo alto, non riuscivo a resistere, e le afferrai le mutandine, li puzzai, e poi li infilai sotto i miei pantaloncini e me ne andai. Allora ha parlato. “Non è divertente, Leo, dammi qui che devo lavare” Sono tornato, tenendola sul retro, ha annusato il suo collo, baciando e leccando da un capo all’altro, vibra e ho sussurrato nell’orecchio “Solo se ti scopi adesso” e lei “È pazzesco, i nostri genitori sono qui, finiranno per raccoglierci e...” Non ho aspettato che lei finisse, ho già avuto una lecca sull'orecchio che le ha strizzato i capelli. Mi disse tra un gemito e un altro “Leo, sai che questo è il mio punto debole, fermati!” Ho bloccato la mia mano dentro i suoi pantaloncini e ho notato quanto fosse bagnata e non era acqua di lavanderia. L'ho lasciata andare e mi sono anatrata. Ho tirato giù i miei pantaloncini, vedendo il segno che aveva fatto sul suo bel culo e baciato lì, mentre li ha scossi con entrambe le mani. Le ha fatto il culo e potevo sentire la sua figa carina, tutta bagnata, toccando la barba, chiedendo il mio cazzo, ma non era il momento. Ho passato la lingua dal clitoride al culo rosa, ogni lecca in esso, un muffled moan con la mia mano. Le ho dato uno, due, tre schiaffi e continuavo a succhiarla. Comunque ha detto: "Smetti di fare rumore con quegli schiaffi, Leo, scopami subito". E io in piedi su ha detto “Niente di questo, scendere e venire succhiare me, puttanella piccola”, “Ho già detto che devo lavare i miei vestiti, in modo che ci vuole così tanto, pervertito” e senza voler sapere che ho abbassato la sua forza e detto “Vai lì” e guardandomi con un volto di “figlia pura” ha tirato giù i miei pantaloncini, ha tolto le mie mutandine avvolto nel mio cazzo, che era già tutto goffa. Prima mi succhierei la testa, scendevo con la lingua fino alle mie palle, mi masturbavo mentre succhiavo i testicoli e infine (che era abbastanza inaspettato, dal momento che non ti avevo detto di farlo) si tolse la camicia di regata, che fece un rumore bagnato e mise i suoi seni tra il mio cazzo e cominciò a salire e scendere, sentiva i suoi enormi seni bagnati che strizzavano il mio cazzo corno. Era freddo e caldo allo stesso tempo, mi guardò parlare “So che è la tua debolezza.” Aveva ragione, ero delirante quando ho scopato le tette, sono enormi, chiunque, anche se non mi piacciono le tette e il culo preferito, sarebbe impazzito per ottenere uno spagnolo da loro. Non riuscivo piu' a sopportarlo, sarei venuto, finche' non mi ha visto la faccia, ha deciso di fermarsi, alzarsi e parlare. “Ora è il momento di scoparmi, così posso tornare a fare il bucato” e ho messo il mio culo su, quasi salire sulla punta della testa del mio cazzo, e ho schiaffeggiato di nuovo la sua figa e l’ho infilato tutto, quando ho sentito il mio graffiare il culo, ho iniziato a pompare. Mettevo un sacco di cose nella sua figa, si lamentava molto, mi preoccuperei, e le ficcherei la bocca con la mano, e sentivo che correva la lingua, leccando tra le mie dita gonfie, e mi sentivo come se non ce la facessi più, e sono venuto proprio lì, dentro la sua piccola figa. Poi mi sono tolta il cazzo e mi sono tolta le mutandine dalla sua pila di biancheria sporca e l'ho passata, cazzo sporca, ha gridato "FACE, IS SERIO CHE!?" e ridendo, ho preso le tue mutandine e le ho infilate in tasca e mi ha detto "Starò con lui allora, te ne darò un altro più tardi" e prendendo i pantaloncini nelle mie mani, sono tornato nudo anche per quanto tempo, mentre lei è andata a cambiare la stanza. Fine
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