Sul letto della padrona - Capitolo 16
In quel momento il disagio della cirrosi ha lasciato il ragazzo a metà bollente, ho solo preso un sorso e analizzato l'intera situazione.
Cosa, non sapevi che era una prostituta?
- Non è strano?
Rilassati, fratello, non l'ho detto per metterti in imbarazzo.
- Mettiti in ginocchio e rilassati.
Ho già fatto uscire la ghianda e l'ho fatto venire a tagliarmi i dolori nella figa, anche mio fratello ha preso la sua e mi ha fatto un massaggio.
Mentre lui mi allattò, io rilassavo il mio corpo e la mia mente.
Il nostro weekend è stato fantastico, ho bevuto un paio di drink con il capo e mio fratello ha avuto la vita borghese che ha sempre voluto, almeno per un weekend.
Le nostre notti sono state di spreco e disorganizzazione in casa,
- Stai ancora parlando con la strega?
- Tô, penso che andrà bene...
- Sei terribile.
- Ah, tu non sai quello che so io... la dominerò.
- Calmati, così non ti bruci, quella è intelligente.
Quello che e' suo e' protetto.
Lo diceva mescolando il pacchetto che aveva nei suoi bermuda mentre il piccolo capo faceva un pisolino, dopo tutto era stato in piscina tutto il giorno ed era stanco.
Alle 22 ho appena fatto una doccia e sono andato a fare una passeggiata nell'appartamento, per dare la buonanotte alla sicurezza che è arrivata dopo il cambio di turno.
- Tutto bene? - Si'.
- E' sempre un piacere, Augusto.
- Qualsiasi cosa mi direbbe qualcosa.
- Siamo qui, ci serve una luce.
Continuavo a camminare per tutta quella casa enorme, con gli specchi di buon gusto, chiedendomi dove mi fossi cacciata.
Non passò molto tempo prima che il piccolo capo fosse proprio accanto a me.
- Guto è premuroso?
- I conti e i problemi, sono ciò che allontana un uomo...
- Che c' è ?
In quel preciso istante, seduti accanto a me, ci fermammo in silenzio a contemplare l'alba.
- E' la fine del nostro weekend, capo?
- E ' vero , Guto .
- Ti piace ? - Sì .
- Sei meravigliosa.
Pensavo fossi arrabbiato per il commento di mio fratello su Irene.
- Ero solo sorpreso!
- E' cosi', mi dispiace!
Ci siamo seduti per molto tempo a parlare, ridere e confesso, un sentimento ci ha uniti.
La mia lussuria per quel tizio era al di là forse l'avidità di uscire dalla vita che ha vissuto, era qualcosa che mi attirava a lui, il suo modo, il suo sguardo e il suo lasciarsi sedurre.
- Andiamo a dormire?
- Ne vuoi un po' adesso, ometto?
- L'ho voluto tutta la notte!
Ci siamo alzati e siamo andati nella grande casa, mio fratello era sdraiato sul divano a guardare porno in televisione, un maniaco senza dimensioni, altrimenti appassionato dello schermo da 50 pollici.
- I piccioni vanno a letto?
"Fanculo", disse Caius.
- Voglio sentire i gemiti da qui in poi, bussare!
Mio fratello non era bravo e il piccolo capo continuava a tirare i fili.
- Penso che Juliano sia pazzo per essere il capo!
- La stanza 3 in quel letto, Guto?
C'è spazio per quattro persone, il letto della padrona è pieno.
Siamo andati dritti a letto, tutti nudi in una notte calda dove il piccolo capo ha scoperto cosa fosse un sesso libero, con due fratelli che lo possedevano corpo e anima, il dominio totale.
Traduzione:
Mi sono svegliato presto, mi sono fatto la doccia ed ero pronto per il lavoro, l'ultimo giorno di giardinaggio, ma ricordando il fine settimana divertente che avevamo, la casa accogliente e la bella vita.
- Sono pronto per te, Guto.
- Ho parlato con il piccolo capo ieri e sembra che mi darà dei soldi.
- Perche' e' in mano, ora basta la fattura.
- E il ragazzo e' figo, eh?
- Con tutto il rispetto Guto, troppi seni...
- Non ti piaceva , non ti piaceva .
Siamo andati dritto in macchina quando ho preso il telefono e Irene ha scritto.
(Ci incontriamo al motel alle 8 del mattino, non devi venire qui)
All'epoca ero perplesso, ho mostrato pro Guto.
- Ora che hai intenzione di puntare sulla corona giuliana.
- Getta la palla.
Era il motel piu' lussuoso della citta', ho detto che ero pronto, ho chiesto a mio fratello di lasciarmi un paio di isolati piu' avanti.
- Buona fortuna, Mano.
- Tomara, visto che la conversazione è andata così lontano... siamo arrivati qui.
Mi ha lasciato fuori un paio di isolati dal motel e stavo già arrivando, ingresso rapido e camera migliore, la corona non era abbastanza, ma ha lasciato tutto pronto, e io già cade nella doccia e andò a pulire l'ambiente.
Non passò molto tempo prima che la porta si aprisse.
- Guardalo con l'asciugamano.
- Guarda com'è carina.
All'epoca quell'abbraccio gustoso, profumo importato.
- A che ora sei arrivato?
- Alle tre del mattino!
- E perche' cosi' presto al motel?
- Abbiamo avuto delle conversazioni piccanti, mi hai fatto venire voglia, e domattina il capo ha una riunione.
- Che stronza... scappare via.
Conversazione fluente e un bel bacio, la corona sembrava sciogliersi con il mio corpo appoggiato al suo, sentivo quelle tette grasse appoggiate, e di sicuro il mio cazzo la puntava.
Mentre lei si stava organizzando, io ero sdraiato su quel letto morbido, a prendere un drink dal frigo e ad accendere uno schermo che mostrava una bionda che gemeva nella figa di un negro.
Quando arriva in pigiama, la corona e' davvero fottutamente calda, e' gia' caduta sul letto a baciarmi e a passare la mano sul mio corpo.
- Sei proprio una bambina...
- Sono il tuo ragazzo!
A proposito, sta gia' gettando l'asciugamano sulla mia figa e sta gia' cadendo dalla bocca, ingoiando ogni centimetro del palo, colpendo il mio bastone in faccia, sputando, quindi stavo rendendo valido quel momento.
Ho preso la mia mano sotto, fissato la vestaglia, e ha iniziato a dito la sua piccola tasca, che in quel momento era intasato.
Piu' metto le dita nella sua bottiglia piu' gemette e ingoiò il mio cazzo, con un po' della sua libido cominciai a accarezzare il suo culo, all'inizio cercò di resistere ma l'erezione prese il sopravvento e non le importava, nel momento in cui la stronza fu data al piacere, voleva solo sapere di succhiare il mio cazzo e che io non tolsi le dita dalla sua piccola bottiglia calda e la melassa, erano pochi minuti per la stronza di arrendersi all'orgasmo e masticare le mie dita con quella piccola bottiglia
Non ho perso tempo e ho già aperto la sua bottiglia di gelatina che le cadeva dalla bocca, ficcandoci dentro la lingua, portandola all'estasi del divertimento, il mio cazzo è esploso e non ho potuto perdere tempo, tranne che per infilarle ogni centimetro dentro.
Oltre a baciare il suo corpo e penetrare il suo bouquet le accarezzai le mani, la sua gamba tremava dal desiderio di sentire ogni entra e lascia, gemeva troppo e impacchettò il suo miele, non riusciva a stare in piedi, apprezzato perso in mezzo al desiderio di dare a un ragazzo, così mi chiamò.
- Fanculo il mio ragazzo .
Morendo il becco del suo seno e con la gamba sollevata strapperei la corona dal picco.
- E' quello che volevi, troia.
Le ho messo una spina in faccia e lei ha urlato, le sue mani appoggiate sul mio braccio e mi ha dato un pugno mentre il suo desiderio mi dava più forza per colpire.
- Ci metto un po' di latte, stronza.
Non passò molto tempo prima che sentissimo altri gemiti, e ridevamo all'unisono... in folle delizia.
Che delizioso giocherellone, che deliziosa corona, che delizioso bouquet, ho giocato a letto...
- Mi sono divertita.
- Ci penso io, tesoro.
- Ora passiamo agli affari.
All'epoca sembravo sorpreso.
- Pensavo fossi qui per scopare.
- Ho aggiunto l'utile al piacevole.
- È buonissimo.
Si è alzata dal letto tutta sciolta e leggera e mi ha sorpreso.
- Quindi eri nella mia stanza?
E' stato allora che ho accostato.
- Non so di cosa parli.
- Rilassati, so che mi hai visto con la signora, hai toccato le mie foto.
- Come fai a saperlo?
- Le telecamere, ragazzo, e questo potrebbe farti finire in prigione.
Mi sono congelato, il cuore mi è esploso ed è stato come se il corpo fosse uscito da me mentre lei analizzava il vestito.
- Non lo faresti mai!
- Tu e tuo fratello pensate che io sia una bestia?
- Non e' quello che pensi...
Pensi di potermi ingannare per avere una relazione con il capo?
Lei rideva mentre io mi alzavo e trovavo un modo per aggirare la crisi.
- Sei una puttana intelligente.
- So che siete fratelli nel tempo, ora che Augusto mangia Gaio, mi ha detto la guardia.
All'epoca pensavo...
- Fdp.
Non te lo farei mai, non voglio vederti andare in prigione, ma...
- Cosa vuoi? - Non lo so.
- Vieni a succhiarmi il cazzo, inginocchiati e ficcati la lingua.
Continua a camminare.
di Daniel
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