Pranzo con lo scambio di coppie, e altro ancora!
Non poteva essere il sabato successivo, perché io e Jaime dovevamo andare in servizio.
- Sono andato con il mio assistente a sud.
E che settimana proficua per entrambi, R.S.S.
- Jaime è andato al North Country, con un'altra squadra, quella parte non so cosa sia successo, ovviamente...
Tutto quello che so è che quando siamo arrivati, due settimane dopo, un sabato, ci siamo incontrati per pranzo e cena a casa di Licinio, ed è quello di cui vi parlerò oggi.
Jaime ed io abbiamo fissato un appuntamento per uscire di casa, e in tempo, ci siamo diretti a casa di Licinia.
Arriviamo, Licinia ci riceve come l'altro giorno, con maglietta, pantaloncini e pantofole, e con un sorriso, ma un sorriso malvagio, come conosco questo sorriso.
Ci salutò e ci disse di cambiarci i vestiti perché faceva troppo caldo per indossare i pantaloni.
La nostra amica non era ancora arrivata, ma stava arrivando.
Ahimè, circa trenta minuti dopo, arriva Carolina.
Fu Licinia a aprire la porta, poiché stavamo entrambi lavorando al barbecue.
Comunque, Carolina e' venuta a salutarmi, e poi e' andata a cambiarsi, ma...
- Gesù, come era oggi, bella come sempre, ma come è venuto in jeans molto stretti, ha dato a "notare" il papà, il seno molto rigido, dannazione, le nostre pillole ha dato un salto, rss.
Quando arriva in pantofole, maglietta e pantaloncini come i pantaloni, si vede che è tutto grasso.
E' stato Jaime il primo a darle un piccolo bacio, e passando la mano aperta a suo padre, ha detto:
- Amico, oggi non mi sfuggirai.
Lei rise, e anche passò una mano sul vaso, e gli disse:
- Cosa stai aspettando, gallina?
Su questo, mentre ero proprio accanto a lui ho detto:
- Si', si', rilassati, prima dobbiamo preparare il pranzo, abbiamo tutta la giornata.
Carolina: - Che c'è, sembra che tu sia diventata gelosa, hai il tuo lì dentro, o vuoi anche una mia carezza, gallina?
Io: Perché no?
Poi Carolina viene da me, mi dà un bacio, passa la mano sulla mia Pilla, che era anche lei ben vestita, e dice:
- Amico, va tutto bene oggi?
Non ho fatto niente di strano, e la mia mano ha attraversato anche quella di suo padre, ma premendo verso il basso, ho sentito le sue labbra che si aprivano, e erano un po' bagnate.
Questo poi dice:
- Mi dà un'idea, che oggi devo dare a entrambi, vero?
Jaime ed io ci siamo guardati, e in coro abbiamo detto,
- Ci piacerebbe!
E' qui che entra in scena Licinio, che dice implicitamente:
- Mi dà delle idee, che prima di pranzo, dobbiamo calmare i nostri ragazzi, giusto?
Visto che era ancora presto per il pranzo, entrammo tutti e quattro.
E poi è iniziato lo sfregamento, con tanti baci e palpeggiamenti, io e Licinia, Jaime e Carolina, ma...
- Beh, a volte, era Licinia che passava una mano sulla mia Pilola, e con l'altra mano, passava insieme alla mano di Carolina, nella bocca di Jaime.
Così cominciammo a toglierci le camicie e poi a mettere la lingua sui capezzoli delle nostre amiche.
Visto che stavolta stavano bene insieme, cominciarono a carezzarsi.
A questo punto si è tolto i pantaloncini e ciascuno di noi ha messo le dita tra le sue tette bagnate.
Tutto questo stare in piedi, appoggiato al bancone della cucina.
Poi noi quattro, nudi, ci sfregammo l'un l'altro, finché Jaime prese Licinia per la vita, e la fece sedere sul bancone, scese e cominciò a leccare il suo piccolo topo, questo piagnucolando e chiese:
- Lecca, lecca la mia piccola figa, è così che mi piace, è così che mi piace, succhia, succhia.
Nel frattempo, avevo Carolina in ginocchio, e lei leccava la mia pillola e me la succhiava per tutta la gola, e con la sua lingua, io la accarezzavo in mezzo, era deliziosa, con una delle sue mani, accarezzavo anche i miei testicoli, era tutto troppo buono.
Quando stavo per prenderla in giro, l'ho spinta e ho preso Nela, l'ho portata in soggiorno, l'ho sdraiata sul divano, ho lasciato cadere la sua lingua sul suo mouse, da cui è uscito il suo miele.
Le succhiavo i liquidi, le leccavo le labbra, le succhiavo il clitoride, le facevo lamentarsi e chiedere:
- Fanculo me, mio cane, fanculo il tuo cane, che è caldo, che è così buono, non leccarmi tutto, mettere la lingua, che è nella mia figa, che è buono, che mi dà fuck, mi dà fuck, fuck me nella mia figa, voglio il tuo cazzo, fuck you.
Quindi l'ho tirata verso di me, e ho infilato la mia pillola nel fondo della sua figa, che, perche' era cosi' bagnata, le e' scivolata addosso, facendo un urlo di eccitazione, che e' stato sentito in cucina...
Mentre eravamo di fronte l'un l'altro, mentre entravo e uscivo dal suo Ratto, lei mi teneva per la schiena, grattandomi con le unghie, mentre ci baciavamo tenere, e con le gambe mi ha premuto contro di lei.
Si lamenta, si prende gioco di me, mi chiede sempre:
- Colpiscilo forte, colpiscilo, lo sento dentro di me, è così bello, cazzo, cazzo è divertente, gozooo, cazzo dammi del latte, colpiscilo, voglio il tuo latte hooo hooo hooo cazzo, gozooo.
E quando sentivo che la mia gioia stava per arrivare, la tiravo a terra e dicevo:
- Entra, entra, veloce, voglio scoparti a quattro zampe, voglio riempire il tuo frullato di frullato.
Lei salta su e giù a quattro zampe, io scivolo la lingua nel suo piccolo buco anale, e ancora una volta, lei urla:
- Gozo, ehi Kapa, che linguaggio, mi fai ridere, leccarmi il culo, ehi
Morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde, morde
E' stato allora che ho messo la mia piccola testa nel suo piccolo buco, e molto lentamente, ho iniziato a spingere, e lui è entrato, sentendo il piccolo anello che stringeva la mia piccola testa, che entrava, scivolando, perché anche questo piccolo buco, è bagnato.
La tengo per i seni, li stringo tra le dita, mentre entro molto lentamente.
Una volta sepolto, sento il suo anello stringere la mia pillola, e poi inizio il movimento di ora fuori, ora dentro, un po' di più.
Carolina gemette, ruggì, chiese di più, e ora è dentro, ora è fuori.
Nel frattempo lascio andare i miei seni, e la prendo per le braccia, ora tirandola contro di me, ora lasciandola andare un po', e sempre andando dentro e fuori.
Era troppo bello, ma un'ora sentii, che era presto, e prendendo il suo fianco, lo tirai contro di me, e dissi:
- Mia puttana, sta per succedere ora, non ce la faccio più.
Tirandola ora, lasciandola ora, continuavo a dire:
- E ' ora di andare
E' cosi' divertente.
Carolina a quel tempo, si ruotava il culo in un modo tale, che mentre mi divertivo, sentivo le mie dita, che erano nel suo Grutinha, diventare molto bagnate anche.
Perche' se e' cosi', e' un segno che ci siamo goduti entrambi allo stesso tempo.
Poi siamo cadute, e a poco a poco, stavo uscendo da questo piccolo buco.
Ci voltiamo l'un l'altro, e torniamo a baciarci sulla bocca, e rimaniamo lì per un po'.
E' stato allora che ci siamo resi conto che dalla cucina venivano gemiti, che potevano essere solo di Jaime e Licinia che continuavano a fornicare.
Ci baciamo ancora un po', finche' non decidiamo di andare in bagno, pulirci, prima di tornare in cucina.
Quando arrivarono in cucina, anche loro si stavano riposando, ma erano ancora molto ubriachi.
Li abbiamo mandati a ripulire perché avevamo fame.
Mi sono messo i pantaloncini e sono andato ad accendere i fuochi.
Carolina stava accendendo la stufa per fare il riso e le patate.
Intanto Licinia era con Carolina e Jaime era con Me.
Dopo il barbecue, abbiamo pranzato in silenzio, abbiamo parlato di come fosse andato tutto così bene, e che il pomeriggio sarebbe stato ancora meglio.
Lavammo i piatti, ripulimmo la cucina, preparammo il caffè e uscimmo in cortile a fumare.
Quando è finita, siamo tornati in camera, dove stavamo parlando, allo stesso tempo che ci accarezzavamo.
E' qui che Carolina ha detto:
- Mi piacerebbe un giorno fare l'amore con una femmina come Tu Licinia, sei dell'umore per farlo oggi?
Licinia, guardatela e ditele:
- Mi piacerebbe, ma i nostri maschi, cosa stavano facendo?
Carolina: - Dei due, uno, o guardato, o catturato anche, cosa ne dite, ragazzi?
Non saprei.
- Non lo sai, vero, gallina?
E tu hai paura di prendere il mio?
Quella cosetta che hai li', spaventa qualcuno?
Licinia: - È tutto ripreso, presto, ma, aspetta, mi piacerebbe vedere Kapa, sentire il gelo di Jaime, ma anche dall'altra parte, che ne dici?
Farei una cosa del genere solo a una condizione...
Carolina, Jaime e Licinia in coro:
- Aspetta, che condizione sarebbe?
Di nuovo io:
- Lascero' entrare Jaime nel mio piccolo buco, ma un'altra volta, voglio vedere Carolina fare un D.P.
- No, per niente.
- E tu, Licinia?
- Dipende!
- Cosa vuoi dire?
Solo se tu sei nel culo e lui nel topo.
- Voglio dire, lui mette nel mio piccolo buco, e tu, hai paura?
- Tu ne hai uno, nel buco piccolo, io ne avrò due, uno in ogni buco piccolo, così lui nel topo, tu nel culo, anche così, non lo so.
Sopporteranno tutta questa follia?
Facciamo un tentativo, se non ho pazienza, se ce l'ho, Carolina sara' la prossima, che ne dici?
Non saprei.
Con tutta questa conversazione, noi ci accarezzavamo già, loro si accarezzavano tra le gambe, e sui seni, noi due ci accarezzavamo i cazzi, anche attraverso i pantaloncini.
Qui abbiamo deciso di spostare un po' i divani, in modo che tutto accadesse nel soggiorno, e potessimo vedere cosa sarebbe successo dopo.
E' stata Licinia, che ha cominciato a spogliare Carolina, baciandola e succhiandogli i seni, mentre io, ho tirato fuori i pantaloni di Jaime, e ho cominciato a leccargli il becco, che era mezzo morbido, e così la piccola testa mi è entrata in bocca.
Quando Carolina l'ha visto, si e' fermata per vedere come leccavo quella rana.
Quando la rana ha cominciato a diventare più rigida, ho appena leccato il corpo e i testicoli, facendo Jorge, gemere e dire:
- Chupa, è così buono, leccami le palle, leccami Kapa, è così
Quando questo aveva il becco molto rigido, mi chiese:
- Mettiti a quattro zampe, voglio leccare quel buco.
E' quello che ho fatto, mi sono messo a quattro zampe, e ho aperto un po' le gambe, cosi' che il mio culo fosse un po' piu' aperto.
Jaime ha lasciato cadere la sua lingua nel mio piccolo buco, facendomi venire i brividi.
Ha leccato il piccolo buco, ha cercato di infilarci la punta della lingua, mi ha morso i pantaloni, ha infilato il dito nel mio piccolo buco, l'ha fatto girare, e poi ha sospirato di gioia.
Poi mi ha sdraiato sullo stomaco, e si e' sdraiato sopra di me, e mi ha messo la sua piccola testa in bocca in modo che potessi leccarla nello stesso momento in cui mi stava succhiando il cazzo, che era un po' morbido.
Ci siamo stati per qualche buon minuto, finche' non mi ha chiesto di nuovo di andare a quattro zampe.
E' tornato a leccarmi il buco, a mordermi i pantaloni, a infilarmi un dito nel culo, insieme alla sua lingua che lecca e lascia un sacco di saliva.
Alla fine mi ha separato le gambe e ha messo la testa della sua rana nel mio piccolo buco, che stavo aprendo per fargli entrare.
A questo punto, ho dato un'occhiata a Carolina, e ho visto che ci guardava con gli occhi spalancati.
Dopo aver messo la sua piccola testa nel mio piccolo buco, ha premuto, ma si e' fermato perche' il mio piccolo buco si stava abituando a quel mostro.
L'ha tirato fuori di nuovo, ha messo più saliva, sia nel buco che nel becco, tirato indietro, premuto di nuovo, e ho sentito la sua testa aprire il mio buco, ha gemito.
Tenendomi strettamente alla vita, stava tirando il mio corpo verso di lui, e lentamente, stava entrando.
L'ho sentito passare davanti al mio anello e ho gemito.
Egli scese da me e parlò al mio orecchio, ma nessuno lo udì:
- Kapa questo era senza Gel, ed è troppo buono, sei molto stretto, lo farai tutto di nuovo, vero?
Sì, mettilo lentamente, lo voglio tutto, compresa la Via Lattea, è così buono...
Ha continuato così, entrando centimetro per centimetro, ma questo è tutto, perché a volte ho sentito il suo cazzo toccare i miei stivali.
In quel momento ci baciammo e gli chiesi:
- Entri e esci, molto lentamente, perche' sento tutto, e' troppo bello.
Ha continuato così, ora entrando, ora uscendo, strappando molti gemiti di piacere.
Mia Pilola, era che ero piuttosto marcio, ma anche con una tale rana dentro di me, cosa volevo di più?
Fino a quando, a volte, inizia ad entrare ed uscire, più velocemente, facendomi gemere e chiedere:
- Colpiscilo forte, amico mio, colpiscilo forte, prenditi gioco di me, si'.
Non si faceva ridicolo, e ora se ne andava, quasi tutto, ora si seppelliva nel mio culo, mi faceva gemere e persino urlare.
Una o due volte usciva tutto a posto, e quando tornava dentro, quasi lo prendevo in giro, anche con il mio cazzo logoro.
Carolina e Licinia, hanno smesso di fare quello che stavano facendo, per poter mettere le dita sui loro piccoli muscoli, guardando molto seriamente noi due, in tutto quel trambusto.
Quando Jaime sta per prendermi in giro, dimmi questo:
- Kapa vorrebbe prendersi gioco della tua bocca oggi, ti piacerebbe?
- Merda, quanto ho aspettato per questo momento, sì voglio sentire il tuo latte, darlo a me in bocca, darlo.
A questo, Jaime esce dal mio piccolo buco, mi giro, già con la bocca aperta, Jaime inclina solo la testa, e già inizia i suoi getti di sperma caldo, entrando nella sua gola.
Sentivo i suoi getti di sperma che mi colpivano il palato e mi cadevano sulla lingua, ma lo provai solo dopo aver leccato i suoi avanzi, che uscivano lentamente.
Poi, sì, ho assaggiato e infine ingoiato, mettendo la lingua in bocca per leccare di nuovo quella testa, da cui uscivano poche gocce.
Alla fine, ci siamo baciati come due innamorati, ci siamo alzati e siamo andati a fare una doccia insieme.
E' qui che Jaime ha detto:
- Kapa, non stai scherzando.
Ed e' cosi' che lo prendevo in giro, con lui che leccava il mio cazzo e i suoi testicoli.
Anche Jaime ha ricevuto il mio seme in bocca, per poi darmi un bacio sulla lingua, dove poteva gustare il mio latte, preso dalla sua bocca.
Quando il bagno era finito, siamo tornati in soggiorno, dove i due stavano tenendo le loro labbra e strofinando.
Ci siamo messi i pantaloncini, siamo andati in cucina, abbiamo mangiato un po' del pranzo che ci era rimasto, e infine siamo usciti nel cortile per fumare una sigaretta e parlare di quello che era appena successo.
Qualche tempo dopo arrivarono Licinia e Carolina, e proseguimmo la nostra conversazione ancora un po'.
Nel frattempo, Carolina aveva questo da dire:
- Oggi, signora, vengo qui, per dimostrare di nuovo il mio negro, e alla fine, tutti lo dimostrano, tranne me.
Abbiamo riso tutti, e Jaime, prendendo la sua Negrita per mano, dice:
Crida, non voglio lasciarti in attesa.
Abbiamo riso di nuovo, ma invece di andare in soggiorno, siamo andati tutti e quattro in cucina e abbiamo deciso di mangiare qualcosa perché era ora di cena.
Ci siamo baciati e siamo andati a fare uno spuntino con gli avanzi del pranzo, perché oltre ad avere fame avevamo molti piani per il resto della giornata, dato che era già sera.
Quando lo spuntino fu finito, decidemmo di tornare in soggiorno, dove ancora una volta ci stavamo prendendo di mira, questa volta con coppie di innamorati.
Io e Licinia, Jaime e Carolina.
Jaime e Carolina iniziarono a baciarsi e accarezzarsi.
Io e Licinia abbiamo deciso di andare in camera, prima per metterli più a loro agio, e poi perché volevamo parlare un po', e poi giocare.
Abbiamo parlato per un po', finche' non abbiamo iniziato a sentirvi gemere e urlare, e questo ci ha fatto scaldare entrambi, e abbiamo iniziato a baciarci, leccarci, e ci siamo messi a scopare davvero bene, compreso mangiare quel bellissimo, gustoso culo che ha la mia ragazza.
Era abbastanza tardi quando finalmente Jaime e Carolina vennero da noi due, per dire che la cosa migliore era fare una doccia, così che potessimo andare a casa.
Siamo quasi d'accordo, ma...
Dopo una piccola chiacchierata, noi quattro, seduti sul letto, abbiamo deciso, che fare un bagno, va bene, ma ognuno, andare a casa propria, non è.
Perché c'era molto da mangiare questa volta, così ognuno di noi sarebbe rimasto nel suo letto, e dal momento che era sabato, il giorno dopo, domenica, avremmo pranzato insieme, e chissà cosa sarebbe accaduto di nuovo, poi lì per il pomeriggio, poi ciascuno sarebbe andato a casa sua.
Eravamo tutti d'accordo, e così abbiamo fatto.
Tutti facevano una doccia, uno alla volta, poi tornavamo in camera, per un secondo spuntino, prima di andare a letto, e solo allora, ognuno di noi, andava nella sua stanza, a dormire.
Tutti dormivano, nemmeno alcuni santi, lo dico, perché non si sentiva un gemito per tutta la notte.
Domenica ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione e abbiamo guardato la TV tutta la mattina.
Quando giunse l'ora, accendemmo di nuovo il fuoco e facevamo il barbecue.
Abbiamo pranzato, lavato i piatti, e siamo tornati in soggiorno, dove ancora una volta, era tutto all'inizio dell'appuntamento, baci, coccole, ed era ancora Carolina che diceva,
- Ieri era Kapa, che ha preso a calci i culi, oggi voglio vedere Jaime sentire la pillola Kapa, nel suo culo, qualcuno contro?
Io: - Bene va bene, ma che dire di te, quando si dà a noi due, la gallina?
Non l'ho fatto, Licinia ha detto che le piacerebbe sentirlo.
Non mi dispiace, ma vorrei che ti sentissi allo stesso modo.
- Un'altra volta, un altro giorno!
Con tutte queste chiacchiere, io e Jaime ci stavamo già baciando, perché avevamo capito che doveva essere fatto.
Ci togliamo i pantaloncini, e poi siamo in un 69, a leccarci l'un l'altro finche' non siamo davvero uniti.
Poi sono stato io a far cadere la lingua nel suo piccolo buco, lasciandolo ben bagnato, per poi andare lì a mettere la mia pillola, che mentre entrava, Jaime ruotava, facendola scomparire per un momento.
Sono entrato ed uscito per mezz'ora, lentamente all'inizio, e poi molto forte, finche' Jaime non ha iniziato a urlare,
# Colpiscilo forte # # cazzo, colpiscilo # # mi sto divertendo # # cazzo, riempi il mio viaggio, riempi il mio uomo, mi sto divertendo #
E questo comincia a germogliare, lasciando un mucchio di spore a terra.
Ahimè, non potevo sopportarlo, per George, in derisione, spremuto la mia pillola in modo tale, che ho presto deriso, riempiendo che tripino con la mia spora, in tre o quattro getti.
Siamo entrambe cadute dentro, ma io non ne sono uscita, perché sembrava, che mi avesse schiacciata in un modo, che la mia Pilola, fosse rimasta bloccata nel suo culo.
Siamo fianco a fianco, baciandoci, ma con me in Lui.
Jaime, sentendo che ero entrato dentro di lui, si è trasformato in qualche modo, e siamo stati dei polli, con me sopra di lui.
E siamo tornati a baciarci e ad abbracciarci e ho iniziato a sentire la mia pillola crescere di nuovo, cosa che anche lui sentiva, e mi ha detto,
- Fanculo Kapa, stai ingrassando di nuovo dentro di me, vuoi scopare di nuovo?
Ho detto: "A quanto pare, ce la fai?"
- Aspetta, colpisci forte, voglio che mi sputi dentro di nuovo, colpisci forte, aiiii, sta diventando sempre più fottutamente duro, va tutto bene, Kapa?
Sento che sta diventando rigido e lungo, lo stai diffondendo?
Entrambi abbiamo riso mentre i nostri compagni continuavano a guardarci, senza capire cosa stesse succedendo.
Dopo aver avuto una buona sensazione per lui, sono tornata all'entrata e all'uscita, mentre George continuava a rotolarsi in giro e a chiedere,
- Colpiscilo forte questa volta, colpiscilo, voglio tutto dentro di me, cazzo, lo sento tutto, colpiscilo forte, colpiscilo, cazzo, cazzo, sei troppo bravo questa volta, fottermi il culo tutto, cazzo, cazzo, è fottutamente buono.
E ancora una volta mi sento la mia pillola, spessore e da un momento all'altro, mi sento il mio sperma, che comincia ad essere espulso, proprio all'interno del mio amico, che bolle, e ha chiesto di dare duro, cosa stava facendo.
Questo, come ho scherzato, esce da questo piccolo buco, ancora gocciolante.
Jaime, vedendo la mia pillola gocciolare, mi ha chiesto di mettergliela in bocca, cosa che ho fatto subito, e lui ha succhiato tutto, lasciandolo piuttosto asciutto.
Poi ci baciamo di nuovo, finche' non decidiamo di fare un'altra doccia.
Era sotto la doccia, gli ho chiesto:
- Jaime, torna nel mio piccolo buco, entra, ha voglia di sentirti di nuovo dentro di me.
A questo, presi il sapone e lo strofinai sul mio piccolo buco e sul suo becco, poi mi piegai, afferrando il mio piccolo sedere, verso di lui.
Questo mi appoggiò la sua piccola testa, mi afferrò per la vita, mi fece pressione, e lo sentii penetrare nel mio intestino.
E mi sono girata verso di lui, e ci siamo baciati come pazzi, mentre lui entrava e usciva, e siamo rimasti così per un po', finché Jaime non ha detto,
- Kapa, non ce la faccio più, mi divertirò, questa ti sarà dritta nel culo, mi divertirò, mi divertirò, mi divertirò, mi divertirò, mi divertirò.
Ho davvero sentito il suo seme entrare in me, diffondersi bene all'interno della mia Tripinha.
Poi ci lavammo, ci asciugammo e tornammo dai nostri compagni, che si leccavano l'un l'altro, molto eccitati.
Abbiamo continuato a parlare un po' più a lungo, finché non hanno deciso di fare una doccia, vestirsi e andare ognuno per la sua strada, no, non senza prima aver concordato di incontrarsi di nuovo presto.
Lo so, e' lungo, ma non volevo dividerlo in due parti questa volta.
Spero che vi stiate divertendo, perche' abbiamo fatto un sacco di scherzi insieme da quando ci siamo conosciuti.
Un giorno trascriverò il momento in cui sia Licinia che Carolina
Hanno fatto un'operazione, solo che non lo hanno fatto nello stesso giorno, ma entrambe le volte si sono divertite.
Ancora nessuna reazione.
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