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Papa' mi ha beccato mentre regalavo la mia fortuna.

Pubblicato: 02/11/2012 22:00

Autore: asangelrj6

Categoria: Incesto

Città di Rio de Janeiro <unk> RJ (2012)... Mi chiamo Fernanda (Fê). Pur essendo alta solo 1,53 m e pesando 45 kgs, ho un corpo ben proporzionato alla mia altezza: un fascio pieno e duro, seni medi e cosce rotolanti. Avevo già 18 anni e anche se non ero una piccola santa; ero ancora vergine. Mia madre è andata negli Stati Uniti per visitare i miei nonni che vivevano lì con una delle mie zie. Mio padre (48 anni), che era un direttore di reparto in un'azienda, è uscito di casa presto e è tornato a casa solo verso le 6 o le 7 di sera. Poiché l'impiegato se ne è andato dopo le 4 del pomeriggio, ho iniziato a godermi quel tempo per stare con la mia sorellina all'interno della casa. Rafael era spaventato all'inizio quando ha chiesto a suo nonno di dipingere non meno di 10 cm della sua faccia vivente. All'inizio mi ha sempre dato un aspetto duro. Vieni qui, subito! Anche io volevo uscire, ero alla porta e lui è venuto tenendomi per il braccio: Dove ti sei vista, Fernanda, a fare sesso con quel tizio che non e' ancora fuori gioco? Il mio male era voler affrontare mio padre, che con la sua enorme mano mi stringeva il braccio: Non sto facendo niente di diverso dalle altre ragazze della mia eta'. Mi tira verso il divano. Ti mostrero' che non e' cosi'. Credo che sapesse che non avevo niente sotto la gonna, quindi mi ha tirata a terra sulle sue gambe, mi ha sospeso la gonna e senza pietà ha iniziato a picchiarmi il culo. - Ehi, ehi, ehi, fermati, papa', fermati! Mi ha dato più di venti schiaffi sul culo, e quando mi ha lasciato andare si è precipitato nella mia stanza gettandomi sulla pancia sul letto, piangevo profusamente, quando ho sentito una mano sul culo che era tutta fuori: Non avrei dovuto colpirti! Continuavo a piangere e lui mi accarezzava le chiappe: - Resta dove sei, prendo un unguento. Ho smesso di piangere subito, pensando che sarebbe tornato nella mia stanza a infilarmi qualcosa nel culo. Sdraiati e fammi strofinare questo unguento su di te. Ancora spaventata, mi sono sdraiata e lui ancora sollevando la mia gonna ha iniziato a passare delicatamente la sua mano sporca con un gel sul mio sedere per diversi minuti... stavo solo cercando di tenere le gambe ben chiuse in modo che non vedesse la mia fica. Prima di lasciare la stanza mi ha dato un bacio in faccia. Tra poco, non sentirai più niente. Solo due ore dopo che mi sono messa le mutandine per uscire dalla stanza e andare in cucina a mangiare qualcosa, sono passata davanti alla stanza dove lui stava già dormendo e guardando la TV. - Vieni qui figlia, vieni! Mi sono avvicinato con la faccia tutta sfocata. - Come va il culo, figlia? - E' migliorato, papa'! Ma la parte peggiore e' stata farmi voltare le spalle a lui. - Vediamo se è ancora troppo rosso. Non riuscivo a impedirgli di sollevare di nuovo la mia gonna e abbassare le mie mutandine per fissare il mio piccolo pacchetto... lui che passava di nuovo la mano. - E' ancora un po' rosso. Sono diventata completamente rigida quando l'ho sentito aprire le mie natiche e passare il dito sul mio ano. - Quel ragazzo ti ha penetrato, figlia? Non volevo piu' parlarne. Poi mi ha messo il dito sulla figa. - E qui... ti piace anche essere penetrato? Non l'ho mai lasciato li'. - Quindi era solo per divertimento? Molto nervoso ho sparato. Sono ancora vergine sul fronte. Mi ha infilato il dito nella figa più e più volte. - Perché non l'hai lasciato qui? Le mie gambe tremavano, ma provavo una sensazione così piacevole che credo arrivasse fino ai miei piccoli occhi. - Non lo so, papa'. - Ma lei ha la volontà, vero? Ma ho paura. Quando mi ha dato un bacio su entrambi i lati del culo e mi ha fatto stare di fronte a lui ancora tenendo la mia gonna su ero già totalmente senza una goccia di vergogna da mio padre ... quando ho detto che stavo andando a fare uno spuntino e fare un bagno è venuto la strana richiesta. - Quando torni in camera tua dopo la doccia, non indossare mutandine. Ho fatto uno spuntino veloce e sono andato in bagno... Sotto la doccia ho continuato a immaginare che doveva voler mettere più unguento sul mio sedere. Ho gettato un maglione sul mio corpo nudo e sono andato in camera mia aspettando che venisse ad applicare l'unguento. Quando l'ho visto entrare nella stanza con in braccio una ragazza grande mi stavo già mettendo in ginocchio e appendendo il mio maglione (già abbastanza stupido)... Ho anche smesso di preoccuparmi per una parte della mia gonna che avrebbe dovuto apparire. Si è seduto accanto a me e ha continuato a passare la sua mano sui miei glutei... Ho trovato strano che abbia iniziato a passare il suo dito sporco di quella crema sul mio ano e a inserire la punta del dito. La sensazione di avere il dito di mio padre dentro il mio ano era indescrivibile... Senza il dito, mi ha accarezzato sulla schiena, sul viso e ha baciato il mio viso nudo. - Sai cosa farà papà, vero? Non saprei. - Papa' ti ficchera' la spilla proprio qui dentro, proprio come faceva quel ragazzo. Ancora una volta tutto il mio corpo cominciò a tremare e non riuscivo a capire cosa stesse per succedere. - Ma papa'... lo farai con me? Mi tirò per la vita in modo da farmi inginocchiare e appoggiarmi con le mani sul letto. - Sara' un piccolo segreto, solo per nostra figlia. Se ti fa troppo male, chiedi a papa' di togliertelo, ok? Quando mi sono girato un po' indietro e l'ho visto con i pantaloncini abbassati e che passava anche quel tipo di unguento sul pene mi sono spaventato di nuovo... Rispetto ai 10 cm di Raffaello, il pene di mio padre sembrava più un tronco di legno: + - 20 cm e praticamente tre volte più spesso. Ma quell'unguento (in realtà era un gel anale) ha reso più facile per quella punta spessa entrare presto dentro... Mi sono allungato il collo e ho dovuto trattenere i denti per non urlare finché non avesse messo tutto nel mio piccolo letto... Le lacrime scorrevano già dai miei occhi. Ma mi sono tenuto saldamente, e quando ha iniziato ad andare e venire dimenticando il dolore di sentire solo la maledizione del pavone di mio padre con me che tenevo la vita e il suo bastone dal mio sedere ogni volta che venivo colpito. Era stato completamente soddisfatto di me, ma si era goduto dentro di me; era riuscito a farmi uscire dal mio letto e ho dovuto uscire di nuovo dal suo bagno con quell'enorme quantità di vestiti. - E' nuda per stare qui con papà. Chiusi gli occhi, mi tolsi il maglione, mi misi a letto, mi distesi accanto a mio padre, e lui mi strofinava uno dei miei piccoli seni con la mano e con la bocca, giocando a succhiare e succhiare con il cazzo dell'altro ragazzo. - Vuoi che anche papà ti prenda in giro? Succhiava le mie tette e mi sfregava il suo grosso cazzo sulla coscia, quindi pensavo che avrebbe cercato di entrare nella mia figa e non avevo paura per niente. - Vuoi togliermi la verginità? Scende con la bocca sulla mia pancia. - Non posso farlo. Solo quando mi ha infilato la faccia tra le gambe e ha iniziato a leccarmi la figa... ho capito una cosa che e' difficile descrivere a parole: era la prima volta che qualcuno mi succhiava la figa, e la parte migliore era mio padre. - Ancora, padre, ancora! Se non mi sbaglio ho avuto due orgasmi di fila prima che mi facesse quattro di nuovo e seppellisse il suo cazzo su tutto il mio sedere ancora tutto bruciato dalla prima volta. Il giorno dopo ero impaziente che tornasse a casa presto. Mi sono fatta il bagno, mi sono messa una minigonna a volantini, mutandine rosa e una camicia molto stretta senza reggiseno ... Quando mi sono guardata allo specchio sembravo una ragazza di circa 14 anni con i capelli legati anche da un nastro rosa. È entrato gettando il cappotto sulla sedia e togliendosi la camicia (era caldo) si è seduto sul divano ... Mi ha visto in piedi nel corridoio. - Vieni qui figlia, vieni! Mi guardò da cima a fondo, mentre si avvicinava passava le mani sulle mie cosce e salendo sollevava la mia gonna. - Stai lasciando che la figlia del paparino... quel tuo piccolo corpo sia davvero sexy. Mi ha tolto le mutandine e ha continuato a infilarmi il dito nella figa. - Peccato che tu sia ancora vergine, sono pazza a infilarti il cazzo in quella boccaccia. Il mio desiderio era di chiedergli di togliermi subito il distintivo con quel bastone duro che stava tirando fuori dai pantaloni mi ha tirato in modo tale che mi sono messa davanti a lui, inginocchiata sul divano con le gambe aperte e con il suo cazzo puntato alla mia gonna ha finito di aprire la mia camicia e toccando i miei due piccoli seni. - Strofina il tuo secchio sul bastone di papà. Strofina! Ho cercato di strofinare capricciosamente... con una delle mie mani che apriva le labbra vaginali ho iniziato a strofinare in modo così provocatorio fino a quando mi sono fermata con la porta del mio bouquet proprio sulla testa del tuo pinto. - Nostra figlia, così giudichi papà. Mi sono appoggiata indietro per avvicinare le tette alla sua bocca, e quando mi ha fatto un paio di pompini, sono tornata a strofinarmi le tette con il suo cazzo. Voglio che sia tu a togliermi la verginità. E' troppo bello per essere vero. Ho spinto la mia figa verso il basso e l'ho sentita quasi entrare... e sono impazzita con un'erezione per darla a mio padre che inconsapevolmente gli baciava la bocca come una puttanella. Mettilo nel mio secchio. All'improvviso, con le mani sulla mia vita mi ha tirato giù forte e ha colpito la sua spilla verso l'alto facendomi sentire come se il mio piccolo bacio fosse diviso a metà... bruciava un po 'e presto ero seduta in grembo a mio padre con tutte le sue pinte bloccate in me lui mi baciava sulla bocca. - Ok, figlia, e' questo che volevi? Oh, mio Dio, papa', non credo di essere piu' vergine. - Certo che non e' piu' una figlia, sento anche il sangue della sua verginita' scorrere. Ero un po' spaventata, e mentre cercavo di uscire dal suo grembo, mi teneva stretta. Ora non devi piu' preoccuparti. Stava lentamente facendo reclinare il mio corpo sul divano, e senza lasciare che il suo pene uscisse dall'interno del mio piccolo secchio stava sdraiato sul mio corpo davvero iniziando e entrando nel mio secchio... stavo urlando, piangendo, ridendo e dopo diversi pugni con il mio secchio sanguinante sono riuscito ad avere un orgasmo indimenticabile. Papà continuava a picchiarmi per un altro paio di minuti prima di decollare e sporcarmi i capezzoli con le sue beffe.
Ancora nessuna reazione.

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