La maledizione delle bestie: i fatti del matrimonio
La luce inizia a penetrare le camere reali. E' quasi giorno e la tengo ancora tra le mie braccia. Piange dolcemente nelle mie orecchie mentre il mio membro rigido penetra nella sua vagina, contenendo più del volume della sua voce ad ogni mio nuovo attacco. Il suo corpo brucia come non l'ho sentito da molto tempo. Nove mesi, per essere esatti.
Mentre nostro figlio dorme, lei è mia. Ogni parte del suo corpo che ho ben percorso con le mie mani e le mie labbra. I piedi, le natiche, l'inguine e le mani unti di questo nettare. Il suo ventre e l'ombelico, ovviamente. Anche i seni, ancora gonfi, dove la disputa si mostrerà più acuta e dove trovo difficile non deliziarmi. Tuttavia, tra le lenzuola, lei mi dimostra che tutto quel territorio è già delimitato e vibra più velocemente che ci fisso il mio albero.
Faccio un passo indietro per ammirare il suo viso estasiato. Si morde le labbra e si contorce, respirando sempre più velocemente. Inclina la testa all'indietro e i miei occhi fissano il suo collo, dove il sangue sembra pulsare a un ritmo rapido, rendendo la sua pelle, naturalmente pallida, ora quasi rossastra.
E' quando le sue gambe si avvolgono saldamente attorno alla mia cintura. Non vuole che io vada oltre. A malapena sa che a quel punto non sarò in grado di andare da nessuna parte. Io gli scivo le mani giù per la coscia e la afferro ancora più strettamente, muovendo le mie labbra sul suo collo. Sento il suo corpo vibrare, raggiungere la parte superiore, incollato alla mia. Non riesce a trattenere le urla e sono vicino alla fine, anche io.
Tuttavia, qualcuno bussa alla porta chiedendola. Cerco di tenerla per qualche secondo in più, ma è invano. Il dovere parla più forte. Sospiro, la guardo vestirsi e andarsene. È giorno, un altro giorno dopo il matrimonio, e tocca a me nascondere il fallo insoddisfatto tra i vestiti.
Apro la porta a un altro giorno come Re Federico, ma il Consigliere Rudolf mi aspetta lì, e il suo annuncio guiderà gli eventi dei prossimi giorni.
"Vostra Maestà, le notizie che vi porto non sono buone. Vostro cugino, Lord Gustave, è morto. La causa è ancora sconosciuta, ma questa è la terza morte consecutiva di membri della linea reale di successione", mi dice Rudolf, e si scopre che non è una coincidenza.
Mentre nostro figlio dorme, lei è mia. Ogni parte del suo corpo che ho ben percorso con le mie mani e le mie labbra. I piedi, le natiche, l'inguine e le mani unti di questo nettare. Il suo ventre e l'ombelico, ovviamente. Anche i seni, ancora gonfi, dove la disputa si mostrerà più acuta e dove trovo difficile non deliziarmi. Tuttavia, tra le lenzuola, lei mi dimostra che tutto quel territorio è già delimitato e vibra più velocemente che ci fisso il mio albero.
Faccio un passo indietro per ammirare il suo viso estasiato. Si morde le labbra e si contorce, respirando sempre più velocemente. Inclina la testa all'indietro e i miei occhi fissano il suo collo, dove il sangue sembra pulsare a un ritmo rapido, rendendo la sua pelle, naturalmente pallida, ora quasi rossastra.
E' quando le sue gambe si avvolgono saldamente attorno alla mia cintura. Non vuole che io vada oltre. A malapena sa che a quel punto non sarò in grado di andare da nessuna parte. Io gli scivo le mani giù per la coscia e la afferro ancora più strettamente, muovendo le mie labbra sul suo collo. Sento il suo corpo vibrare, raggiungere la parte superiore, incollato alla mia. Non riesce a trattenere le urla e sono vicino alla fine, anche io.
Tuttavia, qualcuno bussa alla porta chiedendola. Cerco di tenerla per qualche secondo in più, ma è invano. Il dovere parla più forte. Sospiro, la guardo vestirsi e andarsene. È giorno, un altro giorno dopo il matrimonio, e tocca a me nascondere il fallo insoddisfatto tra i vestiti.
Apro la porta a un altro giorno come Re Federico, ma il Consigliere Rudolf mi aspetta lì, e il suo annuncio guiderà gli eventi dei prossimi giorni.
"Vostra Maestà, le notizie che vi porto non sono buone. Vostro cugino, Lord Gustave, è morto. La causa è ancora sconosciuta, ma questa è la terza morte consecutiva di membri della linea reale di successione", mi dice Rudolf, e si scopre che non è una coincidenza.
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