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Il padre di Beatriz (prima parte)

Pubblicato: 02/06/2022 21:00

Autore: paulabruna

Categoria: Incesto

Salve, cari lettori di questo sito. Sono Paula Bruna, e sono tornata qui con una nuova storia che coinvolge Una ragazza che ho conosciuto tramite un amico incestuoso, che ha diretto questa bionda, dagli occhi verdi, molto bella piccola Pauline a parlare con me sulla tua bellissima storia di sesso e amore con tuo padre carioca. Ed ecco questa bellissima storia di amore e sesso tra questa figlia appassionata e suo padre. Dopo cinque anni, dall'ultima volta che avevo visitato mia figlia a casa di sua madre, questa sarebbe stata la prima volta che sarebbe rimasta a casa mia. Venerdì di Carnevale, Rio de Janeiro, era il 2017. Venendo dall'entroterra di San Paolo, mia figlia è venuta a trascorrere il carnevale con me nella meravigliosa città, che non conosceva ancora. Fino a quel momento, non ero mai stato una figura paterna, che, a causa del fatto che avevo un'altra famiglia, visitavo raramente, e aggiunto ai cinque anni di nessun contatto con la piccola bionda dagli occhi verdi, era ovvio che quel giorno, da quella riunione, eravamo come sconosciuti sconosciuti, cercando di creare connessioni, ma lottando per creare affetto. Dal momento in cui l'ho vista nell'atrio dell'aeroporto venire verso di me, il mio corpo si è congelato, ho sentito un freddo che mi scorreva lungo la spina dorsale che mi ha spaventato l'anima. In quell'istante, capii che non avrei mai avuto di nuovo la pace. Mi parlò con un tono di voce molto infantile, morendo come un bambino, affascinandomi dritto in faccia. Quel modo gentile e dolce di parlare, il suo sorriso timido, il suo sguardo infantile unito a tutta l'innocenza e l'ingenuità che lo circondavano, mi tolsero completamente la pace della mente. Divorziata, che viveva da sola in una casa enorme, una ninfetta, o meglio, la mia bambina che veniva a casa mia per trascorrere qualche giorno con me, cosa che non era mai successa prima, mi faceva tremare le ossa dall'interno della mia carne, allo stesso tempo che la mia cacofonia dava segnali che avrei completamente ignorato il fatto che fosse mia figlia. Nel fiore dei miei 45 anni, in compagnia di quella piccola ninfa, bellissima, meravigliosa, che profumava di latte, ma che pur essendo mia figlia, sfortunatamente per le circostanze della vita, mi era estranea, non riuscivo a concepire il fatto che fosse mia figlia. Nei giorni successivi alla sua visita a casa mia le comprai dei regali, la portai in vari luoghi lussuosi per cenare, andai al teatro e feci innumerevoli spettacoli che non avevo mai fatto prima con nessuna donna fino a quel giorno. La mattina del Mercoledì delle Ceneri, il nostro ultimo giorno insieme, l'ho portata su una delle spiagge più belle e paradisiache di Rio de Janeiro, dove abbiamo passato l'intera giornata a mangiare gamberi in olio d'oliva, a bere birra e a fare il bagno in mare. Indossava il bikini che le avevo regalato, era sdraiata su un tappeto di vimini e si abbronzò davanti ai miei occhi. La sera, verso le otto e mezza, tornavamo a casa e continuavamo a goderci la serata, bevendo birra, ascoltando musica e persino lasciandomi correre qualche passo di danza che lei insisteva per insegnarmi. Rideva e rideva della mia patetica situazione mentre cercavo di ballare. Verso le 23 di ieri sera, ha chiesto il permesso di andare in bagno. Ho visto quella dea adolescente alzarsi, girarsi e camminare lentamente verso il bagno. Lentamente, ogni passo fatto accompagnava un inciampare, aggrappandosi alle pareti, seguito. In quel momento fissi lo sguardo su quel culo rotondo, dalla pelle bianca, un po' arrossato come una manica rosa dall'abbronzatura dopo una giornata di sole, che era parzialmente protetto dal sottile strato di tessuto del suo bikini. Sembrava camminare al rallentatore, ho visualizzato in dettaglio sulla gonna del suo bikini che è stato inghiottito dal suo culo avido, un pezzo di quel tessuto sepolto e bloccato all'interno di quel bellissimo culo. Il mio bastone si contorse all'interno della sunga, si gonfiò al punto di quasi far scoppiare il panno e saltare fuori. Accarezzai la parte superiore del panno, cercando di alleviare la pressione mentre fissavo attentamente il corpo perfetto della bionda. Ho abbassato il volume e ho ascoltato finche' non ho sentito il suono di lei che faceva pipì nell'acqua. In quel momento, ho quasi avuto un orgasmo solo immaginando quella ragazzina che faceva pipì così deliziosamente, vedendomi in ginocchio davanti a lei, seduto in quel vaso, mettendo l'aboca in quella fessura, sentendo il delizioso sapore di quella pipì in bocca, scivolando la mia lingua assetata tra le labbra di quella xotinha, pulendo ogni pezzo di quella fessura pulito del sale, del sudore e del bambino che ogni ragazzina lascia lì. Sono arrivato al punto in cui mi sono alzato per andare in bagno e ho messo in pratica ogni singolo pensiero che stava facendo impazzire la mia anima, ma mi sono trattenuto e sono tornato allo stesso posto. E poi l'ho sentita vomitare, e sono rimasta seduta, perché sapevo che se fossi andata così lontano, avrei potuto fare qualcosa di folle, e non ero preparata. Dopo di che, ho sentito la doccia e ho dedotto che era nel bagno. Quasi un'ora dopo, è entrata nella stanza e ha detto, "Papà, non ce la faccio più... sono morta di stanchezza. Penso che andrò a dormire. Domani dobbiamo andare all'aeroporto presto". Ti sveglio presto per andare all'aeroporto. Te l'avevo detto. Ho resistito per quasi due ore, cercando di convincere il mio cazzo che non potevo scoparmi lo sketch della piccola bionda perche' era mia figlia, ma lui non ha capito, voleva farlo perche' voleva scoparsi la deliziosa bionda dagli occhi verdi. Così ho deciso di fare una doccia, e dopo sono andato a dormire, ma per aggiungere alla mia angoscia, quando sono entrato in bagno, indovinate chi ho trovato appeso al rubinetto della doccia, tutto arrotolato e con il fondo all'esterno? - Proprio cosi'. Il bikini della mia piccola principessa bionda. Dimenticherà quella cassa dei gioielli, e non c'era via d'uscita da quella situazione. Per qualche minuto ho cercato di mantenere l'equilibrio, ma non ci sono riuscito. Il bastone era troppo duro, gonfio, pulsante e doloroso, così ho tenuto il mignolo e ho sentito il dolce profumo di quel graffio permeare ogni frammento di quella stoffa. Accarezzai la mia figa che già implorava un lieto fine, e mi masturbavo con calma, delicatamente e deliziosamente mentre creavo la scena in cui succhiavo deliziosamente il cazzo di quella ragazzina. Lei gemette molto, con un tono dengue come quello di un piccolo bambino, sentendo la mia lingua scivolare tra le labbra del suo piccolo viso, salendo e scendendo lentamente, dal clitoride al piccolo buco, che faceva contorcersi la mia piccola principessa. Ha implorato. Non farmi questo, ti prego, sono tua figlia, è un peccato. Ovviamente, ho ignorato le sue suppliche e le sue richieste e ho continuato a succhiare selvaggiamente il profumo di quella deliziosa bambina. Così ho riso come un animale, ululato, ringhiato come un lupo selvaggio. La quantità di latte era così grande che credo che riempirebbe metà di un bicchiere normale. La mattina dopo eravamo io e lui che andavamo all'aeroporto. Quando abbiamo detto addio, ha pianto e ha aperto la bocca ad alta voce, dicendo che non voleva tornare, e avrebbe preferito rimanere lì con me. E' cosi' che ce ne siamo andati. Sapeva a malapena che quel bikini usato era in mio possesso, e in un certo senso ero molto sorpreso che non le fosse sfuggito quel piccolo dito.
Ancora nessuna reazione.

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